20/01/20

Foreign Edition: Dorohedoro di Q Hayashida, Viz Media

Dorohedoro Q Hayashida Viz Media Volume Photo

Il motivo principale per cui scrivo questo articolo è che si tratta di un tipo di articolo che mi piace leggere, e non penso (o almeno spero!) di essere il solo. Mi piace perché innanzitutto appaga un po' questo fetish materialistico che abbiamo in tanti per lo scoprire le edizioni fisiche dei fumetti: vederne le foto, scoprire le differenze tra più edizioni e così via. In secondo luogo è perché lo trovo molto utile: viviamo in un presente in cui l'inglese è abbastanza diffuso tra chi legge e la possibilità di acquistare edizioni estere è alla portata di tutti, ma l'acquisto online non permette di sapere in anticipo come sarà l'edizione nello specifico e spesso ci si ritrova a brancolare nel buio. Dato che ormai almeno la metà delle mie letture le faccio in una lingua diversa dall'italiano (principalmente inglese) e mi ritrovo spesso a cercare su internet questo tipo di articoli, ho pensato che potesse esserne utile realizzarne a mia volta. E, infine, perché sono articoli molto veloci da scrivere e mi permettono di praticare con un po' più di regolarità l'esercizio della scrittura e di lasciare meno il blog a sé stesso (uno dei miei buoni propositi per il 2020!). Detto questo, veniamo alla prima edizione presa in esame: Dorohedoro di Viz Media.

Dorohedoro Q Hayashida

Posseggo il primo volume di Dorohedoro edito da Planet Manga da quasi 2 anni ma non l'ho mai letto né sono mai andato avanti con l'acquisto. A frenarmi è stato lo scoprire che alla ristampa del primo volume non sarebbe seguita una ristampa del secondo, del terzo e così via fino a riempire tutti i buchi di questa serie com'era logico pensare. La politica delle ristampe di Planet Manga rimane tutt'ora un mistero per me insondabile. Così, aprendo l'Anteprima (la rivista con le prossime uscite di Panini) di Gennaio 2020, lo stesso mese di inizio della trasmissione in Giappone dell'anime di Dorohedoro, e trovandomi dinanzi l'annuncio di una ristampa del volume 16, mi sono arreso e ho ricomprato il primo volume su Amazon in inglese. Non ho dubbi che Planet Manga ristamperà prima o poi tutti i volumi esauriti, ma so già che si tratterà di un lungo e disordinato calvario che non ho voglia di affrontare. L'edizione americana di Viz Media è invece tutta disponibile e posso recuperarla con il ritmo che voglio, quindi lo preferisco su tutta la linea. E poi ha alcuni pro che sto per mostrarvi.

18/01/20

Dylan Dog 399 e 400, il cambiamento è una chimera

Dylan Dog 400 Apocalisse Rivoluzione Roberto Recchioni

La meteora si è infine abbattuta sulla Terra, l'apocalisse è giunta e tra poche settimane scopriremo finalmente in cosa consiste il nuovo Dylan Dog "recchioniano" che verrà inaugurato da una miniserie di 6 albi. Nel mentre, permettetemi di spendere due brevi parole sugli albi di commiato al Dylan Dog "sclaviano", entrambi firmati dallo stesso Roberto Recchioni.

16/12/19

Analisi - Capitan Harlock (2014), quando il futuro viene annullato

Capitan Harlock 2014 CGI 3D Leiji Matsumoto Shinji Aramaki Recensione Analisi

Il Capitan Harlock del 2014 diretto da Shinji Aramaki e Harutoshi Fukui rappresenta allo stesso tempo un notevole e un fallace tentativo di raccontare le visioni presenti del futuro usando il leggendario pirata spaziale di Leiji Matsumoto nato nel 1977. Il film, animato in quella che nel 2014 era una CGI modernissima nel panorama giapponese, riesce a sollevare le giuste domande e a presentarci un'idea alternativa di Capitan Harlock che funziona ma fallisce nel tentativo di dare delle risposte convincenti.

05/11/19

PK - Un nuovo eroe, troppo poco

PK Un Nuovo Eroe PKNA Paperinik Disney Panini Comics Roberto Gagnor Alberto Lavoradori

In un nuovo formato, un cartonato alla francese di 46 pagine, per una nuova collana, "Topolino Fuoriserie", arriva un nuovo ciclo di storie di PK, un rilancio per vecchi e nuovi lettori che sembra sganciarsi dal fardello del passato del personaggio (ma non è un reboot, tranquilli) per provare a portare il personaggio verso lidi inesplorati.

17/10/19

Superman sconfigge il Ku Klux Klan, di nuovo | C4 Comic


Nel 1946 Superman sconfisse il Ku Klux Klan, sia nella finzione che nella realtà.

Tutto nacque grazie a Stetson Kennedy, un famoso attivista per i diritti umani che sul finire della Seconda Guerra Mondiale decise di infiltrarsi nel Klan per smascherarne i segreti e denunciarli alle autorità. Paradossalmente, dei due fu il secondo obiettivo quello che gli presentò più ostacoli: il potere del Klan era così esteso che le forze dell'ordine si mostrarono titubanti dinanzi all'invito di Kennedy ad agire e si ritrovò a dover chiedere aiuto a qualcuno che fosse al di sopra delle autorità: Superman.

12/10/19

El Camino - A Breaking Bad Movie, guardarsi indietro e trovare un fantasma

El Camino Breaking Bad Movie Jesse Pinkman Vince Gilligan Netflix Recensione

Ai tempi della quinta stagione AMC e Sony ci avevano già provato. La fine appariva all'orizzonte, ma loro non erano pronti a lasciare andare la creatura di Vince Gilligan, non quando era al massimo della sua popolarità. Ma Gilligan fu irremovibile e l'unica cosa che riuscirono ad ottenere fu una stagione di 16 episodi, anziché 13, divisa in due parti da 8. Breaking Bad si chiuse sigillando definitivamente il destino di Walter White, l'elemento scatenante di tutta la vicenda, e aprendo all'incertezza quello di Jesse Pinkman, prima e più importante vittima del suo collega, incatenato sin dalla seconda stagione a un gioco di manipolazioni e coercizione. Per questo quel finale con Jesse in fuga, finalmente libero dalla gabbia (letterale e metaforica) in cui era stato rinchiuso, fu così perfetto. Un primo piano alla guida di un'automobile, senza mostrarci dove stesse andando, senza guardarsi indietro. Finalmente libero. Poi sono arrivati Netflix e la giusta proposta, un film su Breaking Bad, e Vince Gilligan ha ceduto. Lui e Jesse Pinkman si sono guardati indietro e noi tutti con loro.

14/05/19

Samurai 8: Hachimaruden, il primo capitolo del nuovo manga di Masashi Kishimoto e Akira Okubo

Samurai 8 Hachimaruden Masashi Kishimoto Manga Recensione Naruto

Per quanto tutta l'ultima ingombrante e svilente parte del manga di Naruto mi abbia lasciato con l'amaro in bocca, l'opera di Masashi Kishimoto occuperà per sempre un posto speciale nel mio cuore di lettore di manga assieme a tutto ciò che la rendeva così appassionante. Boruto, il suo sequel "bastardo", non è riuscito ad andarmi giù né nella sua versione cartacea né in quella animata. Non essendo realizzato da Kishimoto stesso, non avrebbe dovuto influire sul mio interesse per le sue opere future, ma mentirei se vi dicessi che non è stato così. Mi sono approcciato quindi a questo Samurai 8: Hachimaruden (o The Tale of Hachimaru, come preferite) con un modesto interesse, generato più dalla curiosità di vedere "in diretta" un mangaka che ha lavorato per così tanti anni si è concentrato su un solo manga iniziarne uno nuovo che piuttosto dalle aspettative di leggere qualcosa che potesse effettivamente riportarmi ai fasti di Naruto. Non aiutava nemmeno il fatto che ai disegni ci fosse Akira Okubo, un assistente promosso a disegnatore principale, piuttosto che lui stesso. Alla fine, la lettura del primo capitolo di Samurai 8 si è rivelata una lettura abbastanza piacevole da suscitare il mio interesse su come proseguirà e da farmi scrivere questa breve recensione.
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