Seguire Terre Illustrate

L'arte di Ken Sugimori ormai mascotte ufficiale dei post di comunicazioni del blog

Attrarre visite su un blog non è facile. Tanto più se quel blog è un one-man-show incentrato su argomenti di nicchia come questo. Affidarsi ai motori di ricerca non sempre porta ai risultati sperati: se tratti argomenti ricercati sei seppellito dalle miriadi di siti più grossi che hanno avuto la tua stessa idea ma vengono visti con maggior riguardo da Google, se tratti argomenti troppo di nicchia c'è invece il rischio che non ti cerchi nessuno. Devi trovare il tuo spazio nel mare di internet, uno spazio in cui offri qualcosa di unicamente tuo che sia apprezzato dal pubblico. Ma anche trovato questo, è difficile emergere un po' di più. Youtube e Twitcher offrono una piattaforma con un algoritmo che consiglia e spinge i contenuti potenzialmente interessanti per l'utente, un'arma a doppio taglio che però aiuta e ha aiutato molti creatori di contenuti a raggiungere una nuova utenza. Questa utenza ha poi la possibilità di iscriversi, di salvare le proprie scoperte, ricordarle e venire aggiornati dal sistema sulla disponibilità di nuovi contenuti. Con un blog, non esiste niente di tutto questo. Esisteva un tempo, ma era poco utilizzato (i motivi sono tanti e non è questo il luogo). Per "iscriversi" esistono i Feed RSS, ma sono uno strumento usato solo da un certo tipo di utenza molto ristretta e sempre più piccola. Con un blog ci si ritrova completamente soli con il compito di diffondere un tipo di contenuto (lunghi testi scritti) che è lontano da quello che attualmente va per la maggiore (video di qualsiasi tipo).

Dopo i motori di ricerca, gli strumenti a cui ci si affida sono i social network. La pagina Facebook di Terre Illustrate è nata assieme al blog e l'account di Instagram pochi anni dopo. Il secondo è un social che chi vi scrive fatica a comprendere: così tanto incentrato sull'immagine e chiuso in sé stesso che usarlo per portare visite al blog è una follia che non ha senso. Instagram serve a rafforzare brand già forti e Terre Illustrate non è neanche un brand. Facebook al contrario dà molte più opportunità a chi vuole espandersi e raggiungere nuovi utenti: senza la pagina di Terre Illustrate probabilmente una grossa fetta di chi mi legge non mi avrebbe mai trovato. Eppure anche Facebook ha le sue belle storture, principalmente un algoritmo che svantaggia i post contenenti link a siti esterni (fondamentali per me) e che in generale rende sempre più complicato raggiungere anche solo chi già ha attivato il "mi piace"/"segui". Decidere cosa postare per massimizzare le visite al blog e attirare nuovi utenti alla pagina senza rubare troppo tempo al blog stesso, che quello è che mi interessa veramente, è un lavoro i cui risultati sono il minimo sindacale. Così, negli ultimi tempi, sono approdato su Twitter, motivo principale di questo post.

Twitter non è l'Uovo di Colombo, la soluzione a tutte le problematicità finora sollevate. No, Twitter è un altro social network con altri problemi (tra cui una community non proprio idilliaca), ma è anche interessante. È immediato quasi più di Instagram, ma non ha la stessa chiusura in sé stesso. Permette di raggiungere persone che non si ha già tra i contatti come Facebook, ma non ha la stessa paura degli indirizzi esterni e di chi non paga. Quindi ho deciso di provare a usarlo un po' di più e di invitarvi a seguirmi sul mio profilo: https://twitter.com/CaronnaMatteo

È sempre più difficile che le persone interagiscano con un contenuto scritto. Di commenti sotto gli articoli se ne vedono sempre di meno, di condivisione non ne parliamo. Non penso di star facendo nulla di nuovo quindi invitando queste interazioni su Twitter, sul mio profilo personale. Un profilo che principalmente userò come un diario personale, condividendo pensieri estemporanei o contenuti veloci sugli stessi argomenti che tratto su questo blog, e ovviamente per tenervi aggiornati su ogni mio nuovo articolo. Senza l'affanno di Facebook e Instagram, di tutte le strategie per provare a raggiungere nuove persone e non venir seppelliti dai contenuti sponsorizzati, e con magari maggiori possibilità di non farmi perdere completamente di vista. Se vi va, provate a seguirmi.

P.s.: non ho alcuna intenzione di abbandonare Facebook e credo anzi di aver trovato un modo più equilibrato di gestirlo, ma è sempre un processo in divenire che non si sa se porterà da qualche parte.

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