23/02/18

Analisi - Mercurio Loi #9: La somiglianza con una scimmia


Questo è un altro di quegli articoli dove la pomposità della parola "Analisi" nel titolo si scontra con la timidezza con cui mi accingo a passeggiare per le pagine dell'albo in questione per raccontarvi tutto quello che credo di vedere al suo interno. Dopo aver chiuso per la prima volta quest'albo di Mercurio Loi, due erano le consapevolezze che avevo in merito: "Non ci ho capito niente" e "Questo è il mio numero preferito". Sembra quasi fatto apposta, il numero che ci annuncia il passaggio da mensilità a bimestralità è anche il numero più criptico sinora, quello che più richiede tempo per essere compreso. Quasi come se Bilotta e la Bonelli avessero deciso, volontariamente, di darci un mese in più per riflettere su questo numero. Non è sicuramente questo il motivo, ma è piacevole pensare che sia così. E visto che manca ancora un mese all'uscita del prossimo numero, allora mettiamoci a riflettere su questo di numero. Perché questo mio articolo non vuole essere che altro uno spunto alla riflessione, non una soluzione. Anzi, citando il numero scorso (Il Colore Giallo), con quest'articolo non voglio trovare una risposta ma una cosa più importante: la domanda giusta.


"La somiglianza con una scimmia"... ma chi è che somiglia ad una scimmia? La risposta, sul piano più superficiale (che, attenzione, non vuol dire errato!) possibile, è ovvia: Mercurio Loi. In questi nove numeri abbiamo visto alternarsi diversi disegnatori e con essi diverse interpretazioni di Mercurio Loi, ma c'è un tratto caratteristico che non cambia mai: il suo volto simile ad una scimmia. Quindi sì, Mercurio Loi somiglia ad una scimmia, ma in quest'albo la somiglianza non è solo di tipo estetico. Una delle cose che accomunano l'uomo e la scimmia è la presenza di neuroni specchio, una classe di neuroni che si ipotizza possa avere la funzione di aiutare a comprendere il significato delle azioni altrui e ad imitarle. Questo processo gnoseologico di osservazione e imitazione permea tutto l'albo e viene introdotto proprio da Mercurio Loi che nella prima parte della storia osserva l'amore tra Leone e sua moglie, invidiandolo, e decide in seguito di imitarlo intraprendendo una storia d'amore con Enrica, a cui si era già interessato ad una prima vista. Tenete bene a mente questo concetto dell'imitazione, lo riprenderò più avanti.


La somiglianza tra Mercurio e la scimmia si fa ancora più forte poche pagine dopo quando, invitato da Giacomo ad osservare un esperimento condotta da sua figlia su Dioniso, Mercurio perde subito interesse verso l'esperimento per concentrarsi sulla bellezza di Enrica. A pagina 36 Enrica afferma "Proprio come ha fatto ieri... all'inizio sembra ascoltare, ma in realtà è solo incuriosito. Poi si distrae presto" e parla certamente della scimmia Dioniso, ma allo stesso tempo è la perfetta descrizione dell'atteggiamento di Mercurio Loi in quelle pagine, specialmente nella seguente in cui sposta il discorso dalla scimmia ad Enrica nel tentativo di ammaliarla. Il parallelo tra Mercurio e Dioniso è poi efficacemente descritto graficamente nella coppia di tavole formata da pagina 32 e 33 che sono disegnate a specchio mettendo in parallelo la prospettiva di Dioniso e Mercurio.


Quindi sì, ripeto, Mercurio Loi assomiglia ad una scimmia. Ma non è l'unico. Anche Enrica ha dei tratti in comune con le scimmie, mi riferisco soprattutto alle sue arrampicate degne di un animale selvatico a pagina 42* e pagina 70. Sarà per questo che tra i due c'è così tanta intesa?**


Come in tutti gli albi di Mercurio Loi, di fondamentale importanza (e di incredibile bellezza) è l'editoriale di Alessandro Bilotta che inaugura il numero. L'editoriale è un monologo in prima persona che racconta con un occhio quasi "surreale" quanto l'uomo, nei suoi comportamenti ed usanze, possa sembrare un animale strano agli occhi di chi non riesce a comprenderlo. La genialità del testo sta nel condurre su una falsa pista il lettore fingendo che l'autore fosse un uomo che parla delle scimmie per poi prenderlo in contropiede rivelando man mano come la prospettiva sia inversa: è una scimmia che parla degli uomini! È proprio questa la prospettiva che domina le prime pagine in cui vediamo Dioniso intento ad osservare e ascoltare la conversazione incomprensibile tra Mercurio e Giacomo. Il tentativo di una scimmia di comprendere l'uomo è proprio ciò che anima quest'albo che vede uno scienziato nel tentativo di insegnare ad un primate a vivere come un essere umano. Con l'avanzare della storia vedremo quindi la scimmia protagonista, Dioniso, intenta a cimentarsi in azioni tipicamente umane di diverso genere integrandosi pian piano nella "micro-società" umana rappresentata dall'ambiente famigliare di Giacomo e la sua famiglia. Le diverse scene con protagonista Dioniso richiamano alla "Singerie", un genere artistico venuto alla ribalta nel 16° secolo in Francia e che si compone di dipinti che ritraggono scimmie intente a compiere azioni umane. Il nome deriva da una parola francese che significa "scimmiottatura" e l'intento era proprio di ridicolizzare il comportamento umano. Allo stesso modo, gli atteggiamenti che Dioniso ha nel corso dell'albo possono essere visti come una satira del comportamento umano sulla scia di quella corrente artistica.


Detto questo, le vicende di Dioniso sono abbastanza semplici. Per tutto l'albo vediamo il costante ripetersi di primi piani su di lui intento ad osservare gli umani che lo circondano: è il principio d'imitazione che si mette in moto. La scimmia osserva, impara e ripete acquisendo sempre più caratteristiche umane finché la sua curiosità non sembra esaurita e tenta di tornare tra i suoi simili, ma il danno ormai è fatto e loro non sono più "suoi simili". Dioniso quindi entra a far parte definitivamente della sua nuova famiglia umana e Mercurio a pagina 97 riassume efficacemente le caratteristiche umane fondamentali che la scimmia ha acquisito e che lo rendono umano: la curiosità, la passione, l'ossessione e l'amore; ognuna ripresa da uno dei personaggi di questa storia. Tutto molto lineare, ma è prendendo in esame alcuni elementi che ho volutamente tralasciato che le cose si fanno molto interessanti.

Il Mercurio Loi che si vede in alto a destra, nascosto sotto gli altri fogli,
sembra l'anello mancante tra il nostro Mercurio Loi e una scimmia vera

A pagina 55 Enrica introduce Mercurio ai bozzetti di Rodolphe Töpffer. Si tratta di storie illustrate attraverso una sequenza di disegni messi uno accanto all'altro, in altre parole stiamo parlando di primissime forme di fumetto. La decisione di menzionare quest'artista potrebbe sembrare meramente didascalico, una "dimostrazione di cultura" da parte dell'autore, ma è fondamentale per capire quello che secondo me è uno dei sottotesti di questo numero. A pagina 58 Enrica ci mostra come abbia insegnato a Dioniso a tenere in mano una matita grazie all'utilizzo di un semplice fumetto da lei disegnato. È un passo avanti rispetto al primo esperimento (pag. 33-45) in cui Dioniso non riusciva a collegare la realtà, l'uva, con la finzione, il disegno dell'uva. Passando dal ritratto al fumetto, Dioniso è riuscito a compiere questo salto apprendendo nozioni sulla realtà tramite la finzione. È questo elemento a fargli fare il più grosso salto evolutivo verso il raziocinio perché è tramite l'acquisizione di questa competenza che Dioniso sbalordirà tutti al ritrovamento di alcuni fogli con sopra dei scarabocchi da cui è possibile intravedere dei tentativi di disegno e scrittura. Il fumetto come strumento d'insegnamento.


Arriviamo quindi all'ultimo passaggio di quest'analisi concentrandoci su Rolando, l'altro figlio di Giacomo. La sua vicenda è quella che appare come la più slegata tra tutte e per questo la più difficile da decifrare. È un personaggio particolarmente romantico e da lui Dioniso acquisisce la Passione. Il suo percorso di crescita durante la storia lo porta prima a mordere la vita, a sperimentarla, e poi a metterla per iscritto. La chiave di lettura di questo personaggio ce la fornisce direttamente il nostro protagonista Mercurio quando contraddice Rolando, il quale asserisce che la letteratura, sua materia di studi, sia l'esatto opposto della scienza, materia di studi del padre. Per Mercurio scienza e letteratura sono entrambi due approcci per indagare il mondo e ottenerne una interpretazione. Vista in quest'ottica, la vicenda di Rolando è esattamente quella di uno scienziato che ha compiuto degli esperimenti e decide poi di metterne per iscritto le deduzioni che ne ha ricavato. 

Andate a pagina 48 per scoprire da chi Dioniso ha "rubato" questa strana usanza

Il personaggio acquisisce poi delle connotazioni meta-narrative a pagina 86, dove le sue parole diventano narrazione di quello che sta accadendo trasformandolo in una sorta di alter-ego dell'autore. Rolando diviene quindi il prototipo dello scrittore che sperimenta la vita e la racconta nelle sue opere.


È il caso quindi di concludere tornando alla copertina e di mettere tutti i pezzi apposto. Mercurio Loi è chiuso in una gabbia la cui prospettiva ricorda molto la gabbia di un fumetto, ovvero la disposizione delle vignette in una tavola. La vicenda di Enrica ci ha dimostrato come il fumetto possa essere un linguaggio per insegnare e la vicenda di Rolando ci ha raccontato di come un autore imprima nelle proprie opere la vita stessa. Mercurio dentro la gabbia rappresenta quindi la vita all'interno del fumetto e le scimmie siamo noi lettori che, leggendo il fumetto, apprendiamo per imitazione cos'è la vita esattamente come ha fatto Dioniso all'interno della storia.

"La somiglianza con una scimmia" è un numero di un'eleganza incredibile che sfrutta le potenzialità del fumetto come pochissime opere fanno. È una storia dove ogni elemento ha un peso specifico nella narrazione ed è per questo irripetibile. In controtendenza ad un certo tipo di fumetto da edicola "usa e getta", Bilotta e Borgioli hanno confezionato una storia che dà qualcosa di nuovo ad ogni lettura e che lotta strenuamente per non essere infilata in uno scaffale ma lasciata sul proprio comodino, pronta per essere riletta. Io stesso sento ancora il bisogno di riprendere quest'albo in mano e sfogliarlo, conscio che quest'articolo non voleva essere la parola finale su "Mercurio Loi 9" ma solo lo spunto per iniziare una nuova passeggiata tra le pagine di quest'albo.

Per chiudere come abbiamo iniziato: chi è che somiglia ad una scimmia?

Note

*Confrontate le sequenze e le griglie di pagina 42 e di pagina 16 e potrete vedere due scimmie fare la stessa cosa.

**Sempre in riferimento al principio di imitazione, Enrica è una ritrattista, ovvero un artista che osserva la natura e la imita su carta.

Come al solito, vi esorto a farmi sapere cosa ne pensate, del fumetto e del mio articolo, nei commenti qui sotto e tenendo a mente che si tratta solamente di una mia interpretazione personale. In più, vi ricordo di mettere il Mi Piace alla pagina Facebook del Blog per rimanere aggiornati su tutti i nuovi articoli.

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