08/11/17

Mercurio Loi 6 - A Passeggio per Roma


Sono solo 6 mesi che Mercurio Loi è diventato un appuntamento fisso in edicola eppure già non potrei più farne a meno. Ogni mese la creatura di Alessandro Bilotta trova un modo per stupirmi, per raccontarmi una storia che non mi aspettavo e che scopro di amare pagina dopo pagina. Anche questo mese la magia è avvenuta, nonostante le anteprime avessero suscitato abbastanza rumore da rendere impossibile non sapere cosa mi sarei ritrovati davanti una volta aperto l'albo. Ma con Bilotta non è mai solo questione di "cosa", ma anche e soprattutto di "come".
"A passeggio per Roma" è una storia a bivi che permette al lettore di passeggiare per le strade della Roma papalina assieme a Mercurio e Ottone, vivendo con loro le avventure che in questo affascinante scenario li attendono dietro ogni angolo e permettendoci di influenzarne il percorso scegliendo se proseguire la lettura in modo lineare o se saltare da una pagina ad un'altra portando la storia su binari imprevedibili. Al livello narrativo questa trovata è giustificata dalla lettura della tesi di uno studente di Mercurio che analizzando le strade di Roma ad un certo punto si trasforma in una guida ad una passeggiata che li pone continuamente dinanzi a delle scelte, dimostrando di riuscire in qualche modo a prevedere il percorso dei personaggi. Questo oggetto che fa da connessione tra la storia e il lettore dà vita ad un gustoso gioco metanarrativo tra il fumetto, non solo l'opera in sé ma proprio l'oggetto fisico, e il lettore che si diverte a scovare significati letterali o metaforici alle vicende e ai dialoghi dei personaggi in relazione alla loro natura di finzione (un esempio su tutti è la teoria enunciata da Mercurio sulla composizione di un appuntamento).

Se l'albo si fermasse qua, alla "semplice" dimostrazione della capacità di Alessandro Bilotta nel saper scrivere una storia a bivi intrigante, allora potremmo parlare del primo numero di Mercurio Loi a tradire l'unica aspettativa che si ha sulla serie: la presenza di un impianto filosofico. Fortunatamente, ci troviamo in tutt'altra situazione. Sin dalla stupenda, come quella di tutti i mesi, introduzione dell'autore, è chiaro come la scelta della struttura narrativa sia piena espressione della tematica fondante dell'albo: la scelta. La passeggiata per Roma di Mercurio e Ottone diviene metafora della vita stessa, di un cammino che prende forma dalle scelte che noi e gli altri passeggiatori compiamo e che a volte sembrano portarci avanti, a volte portarci indietro e a volte intrappolarci in un cerchio. La libertà di scegliere è un dono e un peso allo stesso tempo, poiché gli unici che possiamo incolpare delle conseguenze siamo apparentemente solo noi che scegliamo. Il dubbio che però anima tutto l'albo deriva dalla difficoltà nel conciliare le continue scelte che compiamo nella vita con la costante sensazione di percorrere un sentiero predeterminato su cui poco possiamo incidere. In fondo, Mercurio è convinto di essere l'artefice di tutti i suoi spostamenti, ma non sa che siamo noi lettori a scegliere quale strada del bivio prendere. Allo stesso tempo noi ci muoviamo in tondo su un percorso predeterminato da Alessandro Bilotta che ci dà solo un'illusione di controllo. Chissà se qualcuno controlla Bilotta...

A dare vita alle avventure di Mercurio abbiamo questo mese Sergio Ponchione e Nicola Righi. Le matite del primo si fanno apprezzare per l'espressività dei personaggi resa molto teatrale, per riprendere il parallelo tra fumetto e teatro fatto nell'introduzione del terzo numero, e per l'intelligenza del suo storytelling che riesce a dare dinamicità anche a vicende così fitte di dialoghi come quelle di Mercurio e Ottone. Degno di nota è soprattutto il suo giocare con la struttura delle tavole e le inquadrature delle vignette (alcune di quelle che ho apprezzato di più sono pagina 27, 39 e 43). I colori di Nicola Raghi sono purtroppo impoveriti dalla scelta della carta, ma comunque efficaci nel dare un diverso mood agli ambiente e, soprattutto, nello scandire il passare del tempo nell'albo (la storia è ambientata in un tardo pomeriggio, dal tramonto a notte inoltrata). Magnifico il dipinto di Manuele Fior che fa copertina a quest'albo, una delle migliori della serie, soprattutto lo scorcio delle rive del Tevere incorniciato dal ponte su cui passeggiano col sorriso Mercurio ed Ottone.

"A passeggio per Roma" si propone come uno dei migliori albi della serie, sicuramente come il più rappresentativo. Il piacere nel vagare per la città senza meta e con l'unico obiettivo di stimolare la propria curiosità è la caratteristica fondante del personaggio di Mercurio Loi e pertanto quest'albo, sin dal titolo, si rivela un manifesto della serie (come anche detto da Alessandro nella recente conferenza di Lucca), oltre che un must tra i fumetti attualmente in edicola. Mese dopo mese, Mercurio Loi continua a portare novità nel panorama del fumetto seriale italiano. Non fatevi sfuggire quest'occasione e unitevi a noi in questa bellissima passeggiata mensile per le strade di Roma.

Come al solito, vi esorto a farmi sapere cosa ne pensate, del fumetto e della recensione, nei commenti all'articolo. In più, vi ricordo di mettere il Mi Piace alla pagina Facebook del Blog per rimanere aggiornati su tutti i nuovi articoli. Ci vediamo il mese prossimo per commentare di nuovo Mercurio Loi!

2 commenti:

  1. Il miglior fumetto italiano ora in circolazione; il più bel fumetto Bonelli di sempre.
    Onirico, artistico, d'autore. Anarchico, geniale.
    Stupito anche io dalla rilettura delle famose storie con bivio, che qui diventano un albo magistrale.
    Possiamo aspettarci di tutto.

    Moz-

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    Risposte
    1. L'atto stesso di seguire questa testata è una passeggiata ricca di sorprese.

      Grazie per il tuo commento!

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