04/04/17

Recensione - Spirit Circle di Satoshi Mizukami

Satoshi Mizukami è un mangaka di cui si parla poco, ma quando se ne parla lo si fa sempre con toni entusiastici. Questo perché nelle sue opere ha saputo fondere una disarmante semplicità a trame appassionanti e, soprattutto, personaggi molto umani in cui è facile immedesimarsi. Spirit Circle, la sua opera più recente, non sfugge a questa formula vincente e racconta una storia dall'intenso carico emotivo e parecchi spunti interessanti, tutto in 6 volumetti editi da Flashbook in un'ottima edizione da 5,90 € l'uno.



Punto in comune con il precedente (e bellissimo) Samidare - Lucifer and the Biscuit Hammer, anch'esso edito da Flashbook, è l'ambientazione dell'incipit, una quotidiana contemporaneità che ci permette di accedere facilmente all'universo del manga, prima che tutto venga scombussolato dalla comparsa degli elementi metafisici e fantascientifici partoriti dalla mente dell'autore.
Il primo volume di Spirit Circle ci introduce alla routine di Futa Okeya, un ragazzino frequentante la seconda media dalla vita piuttosto ordinaria: una madre e un padre amorevoli, un fratellino (o sorellina) in arrivo, un gruppo di amici molto unito e poche preoccupazioni scolastiche. L'unica stranezza a cui ormai Futa ha fatto il callo è la sua capacità di vedere gli spiriti. A scombussolargli l'esistenza è il topos dell'arrivo di una nuova compagna di classe, Koko Ishigami, che, una volta identificato il ragazzo, gli comunicherà il desiderio di vendetta che nutre nei suoi confronti ma, soprattutto, gli rivelerà l'esistenza di un legame tra le loro due anime che supera i confini del tempo e dello spazio grazie al fenomeno della reincarnazione.



Koko è intenzionata ad uccidere Futa e porre fine al suo ciclo di reincarnazioni per punirlo per le azioni compiute nella sua prima vita, azioni così terribili d'aver legato e maledetto i loro due spiriti, destinandoli ad incontrarsi e a causarsi dolore a vicenda per l'eternità. Prima di essere ucciso, però, Futa dovrà rivivere le sue sette vite precedenti grazie allo Spirit Circle, particolare strumento che permette di manipolare la materia spirituale, per acquisire consapevolezza dei peccati della sua anima.


Ed è così che Mizukami rivela la vera natura di Spirit Circle inizialmente nascosta sotto quelle che sembrerebbero le prime pagine di uno Shonen (trattasi, in realtà, di un manga a target Seinen) con ambientazione scolastica qualunque. Assieme al protagonista, ci ritroveremo per sei volumi a vivere e morire assieme alle sue sette vite precedenti, a sperimentare le loro gioie e i loro (tanti) dolori, saltando da un'epoca all'altra, da ambientazioni storiche a futuri lontani, dal Giappone alle Americhe. Grande punto di forza delle storie di Mizukami sono i suoi personaggi e la capacità di entrare nel cuore dei lettori e qui, conscio delle proprie capacità, l'autore decide di spingere al massimo su questa caratteristica, riuscendo a raccontare parecchie storie (7 vite precedenti e il presente) e a dare spessore a tutti i personaggi che ci vengono presentati. Ci riesce attraverso la limpidità della sua narrazione: i suoi personaggi provano sentimenti semplici, non c'è nulla da decifrare, tanti sentimenti raccontati senza fronzoli che, nel loro insieme, formano personalità complesse ma sempre chiare. Didascalie coincise ed un'ottima espressività dei volti: è davvero difficile non empatizzare con loro, soprattutto vedendoli visibilmente crescere pagina dopo pagina.


Specialmente con Futa, un ragazzino che si ritrova a farsi carico con il passare dei volumi delle esperienze delle sue vite precedenti, spinto a crescere in fretta per sopportarne il peso emotivo. Spirit Circle è un manga sul crescere e acquisire consapevolezza della vita, cos'è e cosa la rende tale, Ma anche un manga sul destino, sulle incomprensioni e sulla necessità di saper perdonare. Tematiche incanalate nei racconti delle sette vite precedenti di Futa, con cui Mizukami si è dilettato a parlare di bioetica, solitudine, religione, rimpianti, scienza, limiti umani, alienazione e altro ancora. Seppur legate da un flebile filo rosso e una leggere influenza dalle precedenti, il racconto di ogni vita è originale e appassionante. Ognuna è ambientata in un epoca e luogo diverso, si passa da ricostruzioni storiche del medioevo europeo e giapponese a civiltà pre-colombiane finendo addirittura in futuri remoti (perché la reincarnazione è un viaggio fuori dal tempo).

L'atmosfera del manga si mantiene spesso su toni leggeri, sia narrativamente che graficamente, per meglio esaltare i momenti drammatici che inevitabilmente colpiscono al cuore del lettore (o almeno lo hanno fatto con me). Spirit Circle, grazie alla sua atipica struttura, punta molto a commuovere chi legge, senza mai risultare forzato o stucchevole. La drammaticità non è mai esasperata, ma mostrata con una certa naturalezza e per questo colpisce forte. Questa spontaneità deriva anche dalla semplicità del disegno di Mizukami: è un tratto leggero e pulito che sa sporcarsi quando serve, non spiccatamente originale, ma abbastanza da avere una sua identità. Sebbene il character design sia abbastanza blando, riesce comunque a dare un volto immediatamente riconoscibile per ogni personaggio, fondamentale qui dove si parla di reincarnazione. La costruzione della tavola è semplice e classica, la grandezza delle vignette e lo spazio bianco tra di esse è ben gestito, assieme ai silenzi, fondendosi molto bene con i tempi della narrazione.


Spirit Circle è un percorso di crescita, una catarsi di 6 volumi e un appassionante rollercoster emotivo che porta con sé una speranza di rinascita, di un nuovo inizio per prendere controllo della propria vita e del proprio destino. In generale, Satoshi Mizukami è un autore poco chiacchierato, praticamente ignorato dalla critica nostrana ed estera, e quando viene nominato lo si fa più per Samidare. Però Spirit Circle è, secondo me, una piccola perla altrettanto degna di attenzione che, vista anche la facile reperibilità in Italia, non dovrebbe andar persa. Difficilmente vi pentirete d'averlo letto (dovreste avere un cuore di pietra).

Come al solito, vi esorto a farmi sapere cosa ne pensate, del fumetto e della recensione, nei commenti all'articolo. In più, vi ricordo di mettere il Mi Piace alla pagina Facebook del Blog per rimanere aggiornati su tutti i nuovi articoli. 

2 commenti:

  1. Non conosco né Samidare né questo Spirit Circle (non conosco proprio l'autore, ecco), ma la tua bella recensione - e lo stile dei disegni - mi ha totalmente convinto e lo ordino subito in fumetteria.
    Grazie per la segnalazione.

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    Risposte
    1. Felice di averti convinto, è un mangaka poco conosciuto (sia qui che nel resto del mondo) e merita più successo possibile!

      Samidare, a differenza di questo Spirit Circle, si muove su binari più tipici in quanto struttura narrativa (un incrocio tra un Battle Manga e una serie Super Sentai) ma la sfrutta per costruire dei personaggi molto belli ed umani, con cui viene naturale empatizzare, e un messaggio di positività che ho molto apprezzato.

      Se ti piacerà Spirit Circle, ma penso di sì, ti consiglio poi anche Samidare, più o meno allo stesso livello :D

      Grazie per il tuo commento!

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