19/12/16

Blogletter #3: A Christmas Letter

BLOGLETTER #3

Il clima natalizio è ormai nell'aria, ho rivisto un amico che non vedevo da tempo e sono ricominciate le classiche partite a carte serali. Sono uscito vivo da una settimana infernale tra malattia ed esami e direi che me la sto spassando. Negli ultimi due giorni ho letto parecchio, guardato Netflix parecchio, dormito parecchio. Questo è il vero significato del Natale: la pacchia!


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Settimana scorsa ho finito la seconda stagione di Orange is the new black. Mi ha impressionato ben più della prima stagione, che comunque mi era già parecchio piaciuta. Adoro e trovo incredibile come riescano gli sceneggiatori a catturare l'attenzione su una narrazione così tanto character-driven, dove l'ambientazione della prigione porta i personaggi a vivere (quasi) tutti in uno stesso spazio ristretto costringendo quindi a farli interagire di continuo tra di loro e, anzi, a muovere la storia proprio attraverso queste interazioni. L'alternanza tra storie personali e macro-trama in questa stagione funziona molto di più rispetto alla precedente ed ho adorato come si sia tutto intersecato quasi alla perfezione nel finale. Di contro, continuo a trovare la sempre-meno-protagonista Piper il personaggio meno interessante della serie.

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Prendendomi una pausa da Orange is the new black prima di iniziare la terza stagione, ho iniziato e sono attualmente a metà della prima (e per ora unica) stagione di Dirk Gently's Holistic Detective Agency. Tratta dai romanzi di Douglas Adams, quello della Guida Galattica per Autostoppisti, la serie racconta le disavventure di Dirk Gently, detective che risolve i casi semplicemente lasciandosi trasportare dal flusso degli eventi che interpreta secondo la propria visione olistica del mondo. Per Dirk esiste un piano preciso secondo cui l'universo si muove e che bisogna assecondare. Non ho letto i romanzi originali (probabilmente un giorno lo farò) e ho letto in giro per l'internet molti commenti acidi su questa serie, che sarebbe molto poco fedele e avrebbe distrutto i romanzi originali a favore di "un'americanità"commerciale. I discorsi sulla fedeltà al materiale originario lasciano, come al solito, il tempo che trovano. Dietro la serie c'è Max Landis, che sicuramente conoscete per il recente e celebratissimo "Superman - American Alien", uno sceneggiatore che sa cosa sta facendo quando opera su personaggi non suoi. Nella forma, sono certo che questo non sia il Dirk Gently che tutti conoscevano, ma non per questo è meno interessante. Dopo 4 episodi, io mi sono innamorato della serie. La metafisica inerente a questa visione olistica del mondo mi affascina, la fantascienza (per quel che si è visto) appare retrò e sembra davvero uscita da vecchi romanzi. Ma soprattutto, fin dal primo episodio sono stati messi in scena diversi piani narrativi tutti interessanti a modo loro e che intendono confluire nella risoluzione di questo grande mistero che si nasconde dietro la trama orizzontale di questa stagione. Ognuno di questi piani narrativi è abitato da personaggi sopra le righe per i modi di fare, ma che stanno pian piano rivelando la propria umanità, e che si ritrovano immersi in situazioni impossibili, come quella che fa da incipit alla serie: u n uomo facoltoso assume Dirk Gently per indagare sul suo stesso omicidio con 6 settimane d'anticipo. Magari non c'entra nulla con i romanzi originahli di Adams, ma lo stile sembra quello, sembrano storie che con un gusto moderno avrebbe potuto scrivere anche lui. Di Max Landis mi fido e, infatti, dopo aver scritto questa blogletter mi fionderò sul prossimo episodio. Vi consiglio di darle una chance, la trovate su Netflix.


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Tra ieri e oggi ho portato a termine la lettura del Transmetropolitan di Warren Ellis e Darick Robertson e della Doom Patrol di Grant Morrison e Richard Case. Della prima ho già sparso lodi ovunque, anche qui, quindi non mi ci soffermo minimamente. La Doom Patrol mi ha lasciato veramente con l'amaro in bocca, in senso positivo. Mi riferisco all'ultimo capitolo, quello in cui viene rivelato "l'inferno" in cui Crazy Jane un paio di numeri prima era stata spedita dal Candelabro. Questo "inferno" è un'altra dimensione, la nostra per inciso. Il grigiore della vita reale che ritiene Crazy Jane solo una pazza da isolare dalla società. Morrison salva la sua creatura, riportandola nella sua realtà, mentre la narratrice conclude con "Un mondo migliore, deve esserci". Esattamente come si vede nel finale di Animal Man, in quegli anni iniziava a muoversi nella testa di Morrison l'idea dei fumetti modelli ispiratrici di un mondo migliore e l'ultimo story-arc della Doom Patrol ci da uno scorcio di questo mondo migliore, un mondo dove la perfezione risiede nell'essere imperfetti, unici. Doom Patrol è un elogio ai freak, ai diversi, agli outsider, che dovreste leggere tutti. Assolutamente.

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Oggi ho anche concluso la lettura del romanzo L'Amico Ritrovato di Fred Uhlman. Vi dirò la verità, l'ho preso semplicemente attratto dalla copertina dell'edizione Feltrinelli, un quadro di Egon Schiele, e dalla sua brevità. Quello che mi sono ritrovato in mano è una bellissima novella, così lo definisce la prefazione, di una novantina di pagine che racconta di un'amicizia tra un giovane rampollo di una famiglia tedesca molto importante e un ragazzo ebreo nata tra i banchi di scuola tra le due Guerre Mondiali. Detta così, potrebbe sembrare la "solita" storia strappalacrime sulla Shoah. In realtà la tematica razziale è a malapena toccata e sembra quasi essere solo un pretesto per raccontare la fine di un'amicizia. L'Amico Ritrovato è una storia minore, in quanto racconta di fatti e di un'intimità molto quotidiana ricostruendo le vicende di quest'amicizia breve ma intensa. Si tratta di due ragazzi, quasi bambini, che iniziano a tornare semplicemente a casa insieme da scuola e, a volte, a farsi visita in casa per vedere le proprie collezioni di cimeli e libri. È una storia così semplice e comune, da sembrare vera. Ma, come da tradizione tedesca, quel che è più importante è ciò che i personaggi hanno dentro. U n mare di pensieri, di impressioni e di emozioni. Tutti raccolti in questo libricino, che ho scoperto far parte di una trilogia che ho intenzione di approfondire.

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Questa settimana ho trattato meno cose, ma ho scritto parecchio di più per ognuna di esse rispetto alle scorse Blogletter.

Alla prossima!

3 commenti:

  1. L'amico ritrovato figurava nella piccola biblioteca del Centro che gestivo. Stavo per iniziarlo, poi ho letto "tedesco, ebreo ecc" e già mi era calato il latte alle palle, e lasciai perdere.
    Orange is the new black non l'ho ancora iniziato ma penso possa piacermi!

    Moz-

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    Risposte
    1. Ahahah giuro che se avessi letto la trama prima di comprarlo avrei probabilmente reagito come te!

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    2. Eh, io purtroppo ho fatto l'errore e quindi amen^^

      Moz-

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