12/12/16

Blogletter #2: Dalla Morte

BLOGLETTER #2

Scrivo questa Blogletter quando in realtà avrei molte altre cose da fare, soprattutto studiare. La verità è che le cose che non mi sento obbligato a fare sono le prime cose che faccio quando ci sono cose che dovrei fare assolutamente. Ieri mattina ho aperto gli occhi che erano le quattro ed ero andato a dormire solo alle due. Causa del mio poco piacevole risveglio anticipato è un virus intestinale che ha deciso di regalarmi una lavanda gastrica naturale oltre ad un paio di giorni a letto con la febbre. Più una rottura che qualcosa di preoccupante, ma sono già abbastanza in forma da poter stare un po' al PC a scrivere questa cosa.

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Scritta la prima Blogletter una settimana fa, ho passato ogni giorno della settimana passata a dirmi di annotare su Google Keep, uno dei servizi di Google che permette di prendere brevi note su post-it virtuali, gli argomenti di cui avrei voluto parlare nella prossima man mano che mi venivano in mente. Adoro l'aver aperto adesso gli appunti di Keep e averci trovato un solo appunto, scritto tra l'altro porche ore fa. 

Sono sempre efficiente e raramente improvviso. Sì.

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Quell'unico appunto recitava "Lunarbaboon". Cos'è Lunarbaboon? Una serie di strisce pubblicate su Webtoons in cui il fumettista si racconta e racconta, soprattutto, la propria visione della vita famigliare. Lunarbaboon possiede il dono che solo pochi hanno di saper raccontare la vita nella sua semplicità e senza mai annoiare. Strisce comiche che parlano di una visione della vita adulta e famigliare con molte luci ma anche qualche ombra, cercando sempre il positivo della vita anche nel negativo, ma senza mai essere banali. Quei fumetti che si leggono col sorriso sulla faccia come i più classici Peanuts o Calvin & Hobbes.

Vi consiglio di seguirlo su Facebook.

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Dovendo ammazzare il tempo a letto con la febbre, tra ieri ed oggi mi sono riguardato alcuni episodi di una delle mie serie anime preferite, Cowboy Bebop. Per non andare sul banale, anziché buttarmi sui soliti episodi del passato di Spike che ho visto e rivisto, la mia prima scelta è stata Ganymede Elegy in cui viene approfondito il passato di Jet e la sua relazione con tale Elisa. È bastato l'iniziare della sigla per ricordarmi perché amo così tanto questa serie e il rivedere questo episodio non ha fatto altro che confermarmelo. La solitudine esistenziale di questi personaggi che hanno deciso di vagabondare nello spazio facendosi compagnia tra di loro, senza mai però avere il coraggio di aprirsi l'uno con l'altro, è di un fascino incredibile. In più, la regia e, soprattutto, l'utilizzo della musica rendono ogni scena memorabile, creando un mood ambientale che viene trasmesso istantaneamente. L'highlitght dell'episodio è sicuramente l'inseguimento finale, con sottofondo questa bellissima canzone, che potrebbe essere avvincente e invece la musica, i primi piani, le espressioni facciali dei personaggi, rendono straziante. Se non l'avete ancora vista, fatevi del bene e recuperate questa serie.

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In queste settimane sto pian piano completando la storyline di Pokémon Sole, l'ultimo gioco Pokémon per 3DS. Devo dire di aver apprezzato molti dei nuovi pokémon introdotti, in più mi piace questa sceneggiatura finalmente un po' più articolata in termini di presenza dei personaggi, che smettono di fare da semplice comparse in un'avventura per lo più solitaria come accadeva nei vecchi giochi. Di contro, il gioco è veramente troppo guidato. C'è sempre qualcuno a dirti cosa fare e dove andare, o a bloccarti la strada per evitare che tu vada nella direzione sbagliata, eliminando quei pochi rischi a cui la libertà del gioco in precedenza metteva davanti al giocatore. In più, è sempre di una facilità disarmante. Ma, il più grande problema di questo gioco, è l'ambientazione. Tutto è molto anonimo e poco memorabile, salvo pochi luoghi specifici che comunque non sono niente di che.

Nonostante ciò mi sta divertendo parecchio, anche se mi sono accorto di aver costruito un team scarsissimo e stavo quindi pensando di ricostruirlo da capo.

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Il 2016 ci ha regalato tanti meme strambi e nonsense, tra cui ricordo quello di Marge Dance o Dat Boi, ma tra tutti quello che più mi sta togliendo il fiato è il recentissimo This Meme is from the Future. Un immagine di un vecchio che viene attaccato da tre cloni colorati di sé stesso e una frase che recita "Questo meme viene dal futuro, non puoi ancora capirlo". Geniale.

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Sperando di rimanere in vita per almeno un'altra settimana, ci becchiamo alla prossima blogletter!

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