06/12/16

Blogletter #01: Incastrato da un britannico

BLOGLETTER #01

Immaginate, sono nella mia Mini Grigia da vero Working Class Man (cosa che io non sono) bloccato in un traffico che scorre lento mentre nella mia testa si alternano pensieri e la musica che sto ascoltando, Shine on you Crazy Diamond (6-9). L'unica cosa che vorrei fare è tornare a casa e continuare la lettura del Transmetropolitan di Warren Ellis da cui l'avevo interrotta. Quel fumetto è una bomba assurda, riesce a trasmetterti l'incredibile voglia di scrivere che hanno il protagonista e il suo sceneggiatore. Penso che ultimamente scrivo molto poco, anestetizzato come sono dall'abitudine e, soprattutto, scusante dell' ""essere stanco"". Penso che ci vorrebbe qualcosa di facile e veloce da scrivere, giusto per scrivere, e penso alla newsletter di Warren Ellis (Orbital Operations, iscrivetevi subito). L'idea è di scrivere una cosa simile, ovvero un piccolo agglomerato dei miei pensieri, delle mie piccole scoperte, letture, visioni e altro. La verità è che avevo iniziato a trattare questo blog come una cosa troppo formale, come fosse una testata giornalistica. Allontanato sempre più dall'essere un mio "diario", Terre Illustrate si è sempre più impantanato in questa situazione, scontrandosi con la dura realtà dei fatti: non è una testata giornalistica, non c'è una redazione dietro, ci sono solo io che scrivo ad una manciata di lettori. Quindi eccoci qui con questa prima Blogletter, chiamata così semplicemente perché postata su un blog e non inviata via e-mail. Gli altri articoli continueranno ad esserci, non è un sostituto al resto ma un'aggiunta. Periodicità? Non lo so, ne riparliamo con la seconda (forse).


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Rimanendo in tema Warren Ellis e Transmetropolitan, vi giro una domanda che sorge spontanea leggendo il #9 della serie (contenuto nel volume 2 "Brama di vivere"). Si tratta di una questione a carattere morale proveniente dalla visita del protagonista, Spider Jerusalem, a delle riserve naturali avanzatissime (come tutto nella serie) in cui vengono preservate moltissime culture ricreando e proteggendo il loro habitat alla perfezione, senza la minima influenza esterna. Una cosa grandiosa, musei dove tutto è vivo e che permettono di studiare ed imparare dalle culture, religioni e società passate nella speranza di migliorare noi stessi. L'errore che si fa spesso quando si parla delle civiltà passate è di giudicarle con i parametri della società odierna. In teoria è così, ma nella pratica presentataci dal mondo distopico di Warren Ellis la cosa diventa molto più ambigua. È giusto lasciare che in queste riserve naturali i membri possano applicare le loro leggi e usanze antiquate e, per noi, sbagliate? Ha senso che una giovane donna, la cui unica colpa è di essere nata dentro quella cultura, subisca il taglio della rosa (uno degli esempi provenienti dalla storia) in nome della preservazione il più possibile veritiera di quella civiltà? E allo stesso tempo, chi siamo noi per giudicare, noi che viviamo in una società ancora lontana dalla perfezione e dall'uguaglianza?

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È lunedì sera del 5 Dicembre 2016 mentre vi scrivo. Ieri, al referendum sulla riforma costituzionale, ha vinto il NO e Renzi ha annunciato le sue dimissioni. Non ho nessuna qualifica per parlare di politica neanche a livello amatoriale, riporto la notizia solo per quelli di voi che vivono su Mondo Bizzarro.

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Una delle mie tante letture di puro svago è Gantz di Hiroyuka Oku, manga fantascientifico che attualmente la Planet Manga sta ristampando mensilmente al prezzo di 4,50 €. Assieme ad esso leggo Inuyashiki, il nuovo manga di Oku, sempre fantascientifico, che sta uscendo al ritmo di un volume ogni 3 mesi (non sono sicuro, non è importante). Gantz penso e spero lo conosciate tutti, del primo volume di Inuyashiki ne ho invece brevemente parlato qui. Due opere che non sono nulla di che, ma che mi diverte molto leggere per motivi che non spiego per non dilungarmi inutilmente. Il finale di Gantz non l'ho ancora mai letto, ma su internet ha ricevuto commenti molto negativi. In Inuyashiki, appare un personaggio che è fan di Gantz e che ne prende le difese contro le critiche del popolo di internet, che definisce "persone vuote". Un espediente metanarrativo che mostra del risentimento di Hiroyuka Oku, che unito ad un parere generale e molto soggettivo che ho delle sue trame, mi hanno portato ad un pensiero ancora più soggettivo su Oku: è un ragazzino in cerca d'approvazione. Per tutto Gantz sembra aleggiare questa voglia di dimostrare di poter essere profondo, una profondità che gli serve per legittimare l'anima più cazzara dell'opera, quella dei mostri strambi, delle tette giganti e della violenza da blockbuster (che è la roba per cui lo leggo e che gli riesce meglio). Un connubio agrodolce in cui miscela quest'idea pessimista che Oku ha della società Giapponese vista come grigia, ingiusta, fatta di repressione ed ingratitudine e la sua sregolatezza fatta di cose come il rip-off di Ryu di Street Fighter che picchia un Velociraptor. Un connubio che funziona, anche se non regala nulla di veramente profondo, e che in Inuyashiki ha perso il suo equilibrio virando quasi completamente verso la ricerca di una profondità che Oku non tratta con i mezzi giusti. Chissà cosa deciderà di fare con la prossima opera.

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I Baustelle hanno annunciato un nuovo album, L'AMORE E LA VIOLENZA, per Gennaio 2017. Ultimamente è la band che ascolto di più, il loro nuovo singolo è molto bello (non è un estratto dal nuovo album, è una canzone a sé) e spero di riuscire ad essere ad uno dei concerti del tour che inizierà a Marzo.

https://www.facebook.com/baustelleofficial/photos/a.126094867451220.18684.112562572137783/1271897366204292/?type=3

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Domani ho una visita con un chirurgo in preparazione ad una splenectomia futura. Intorno a me c'è un'aria di preoccupazione che non mi tange minimamente. Non so se davvero non ho la minima paura o se semplicemente non ho ancora realizzato la cosa, ma comunque si tratta di un intervento facile e di routine.

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Concludo questa prima blogletter con un aneddoto divertente che mi ha colpito molto alla lezione di Letteratura Inglese (sono uno studente di Lingue e Letterature Moderne) a cui ho assistito oggi pomeriggio. Si parlava di Oscar Wilde, più precisamente della sua morte. Wilde muore il 30 Novembre del 1940 in un albergo in Francia a causa di varie malattie, tra cui una probabile sifilide. L'albergo in cui alloggiava e morì aveva una carta da parati che lui odiava e poco prima di morire le dedicò un biglietto con scritto "One of us had to go".

Alla prossima.

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