25/04/16

Il primo volume del Lupin III di Monkey Punch


Iniziamo togliendoci un sassolino dal piede: l'illustrazione in copertine e, in generale, la cura grafica di quest'edizione è veramente brutta. Planet Manga, cosa ti ha fatto di male Lupin III?

Detto questo, parliamo un po' di questo primo volume della ristampa del manga originale di Monkey Punch dedicato al Ladro Gentiluomo ispirato ai romanzi di Leblanc. Lo trovate sia in edicola che in fumetteria a 4,50 € e raccoglie i primi 8 capitoli pubblicati a partire del 1967 in cui fa il suo primo esordio l'iconico e famosissimo personaggio di Lupin III.


In realtà, in questo primo volume, il personaggio viene solo delineato. Scaltro e ingegnoso, ma soprattutto amante delle donne, non ha ancora quel carisma tipico che lo renderà amato da chiunque. Il compito di ammaliare è affibbiato alle storie e ai disegni di Monkey Punch. Le prime si articolano per lo più in questi piccoli episodi autoconclusivi (solo una delle storie è divisa in due capitoli) e retti da una flebile continuity che si sente per lo più nei primi due. Sono storie molto semplici, a metà tra il pulp e il demenziale, che vedono Lupin coinvolto in varie situazione di volta in volta diverse scritte in modo da esaltare l'abilità del ladro. Ad onor del vero, i furti compiuti sono veramente pochi (2 a fronte di 7 episodi) e le vicende sono di vario genere: si va da una missione in cui Lupin deve salvare una spia giapponese in terra straniera alla sfida lanciata da una improbabilissima parodia di Dr.Jekyll e Mr.Hyde. La composizione delle trame sente un po' il peso degli anni, caratterizzate da una certa ingenuità a cui fa però da contrappeso un ritmo scatenato che non annoia. Ci si concentra per lo più in una costruzione della storia finalizzata al ribaltamento finale, rappresentato sempre dalla rivelazione degli stratagemmi di Lupin che aveva ben chiaro fin dall'inizio come agire. Insieme al ladro gentiluomo, viene introdotta la sua nemesi Zenigata, una anonima Fujiko Mine il cui ruolo non è molto poco definito e fa una breve comparsa Jigen. Compare anche un samurai molto simile a Ghemon, ma poco ha a che fare con lui in realtà.

La parte del leone, secondo me, la fanno i disegni. Un po' grezzi, con quel sapore tipicamente underground, hanno un carisma irresistibile. Molti, moltissimi, segni a matita compongono queste tavole in cui l'uso dei retini non è molto, a favore di qualche pennarello nero e all'insegna del "fatto tutto a mano". La costruzione della tavola è molto libera e permette a Monkey Punch di gestire le inquadrature e di dilatare o movimentare il ritmo a suo piacimento. Quest'aspetto confluisce nella messinscena di molte sequenze di un certo effetto, che giocano con linee cinetiche, con la gabbia della pagina e le inquadrature per colpire il lettore e dare all'azione una certa potenza visiva. A questo si aggiunge una certa cura per le ambientazioni, gli sfondi sono onnipresenti e ben curati, rimanendo sempre nelle tecniche utilizzate da Punch, che denotano con la loro particolarità come, ancora una volta, l'autore abbia stile da vendere.




I volti non sono ancora molto definiti, un po' come la serie stessa, e capita di confondere qualche personaggio nei primi capitoli (la situazione si fa molto più chiara proseguendo la lettura del volume). Quelli maschili hanno un design più caricaturale, che esalta le loro espressioni e reazioni su questi corpi longilinei e spigolosi di cui Punch si preoccupa di definire il vestiario che cura molto bene, seppur lo faccia con pochi essenziali segni di matita. Le donne sono invece molto aggraziate e formose. A parte un piccolo ruolo importante per la nostra Fujiko, il ruolo che Punch dà alle sue figure femminili è di confluire in un'altra delle componenti fondamentali del suo fumetto: l'erotismo. Sono donne molto sensuali, molto spesso nude o con pochi vestiti addosso, e il nostro autore non ha paura di rappresentare atti sessuali spesso e volentieri. Sono sequenze abbastanza spavalde in cui le donne si lasciano possedere, più messa in scena di fantasie sessuali che di atti sessuali verosimili, ma non sono mai volgari e possiedono sempre una certa eleganza: non mostrano mai parti intime dei due sessi, all'infuori dei prosperosi seni delle donzelle, ma ci si limita a cogliere la forte carica erotica di altre parti del corpo come di una gamba nuda o di un viso in estasi. Ad aumentarne la carica è la decisione di censurare la figura maschile, lasciando solo quella femminile a contorcersi in preda al piacere dell'atto sessuale e regalando delle sequenze molto belle e sensuali. Tutti questi aspetti, grafici e non, rendono il fumetto di Punch molto accattivante ancora al giorno d'oggi e  sicuramente un qualcosa di molto innovativo per il target giovanile di lettori a cui si rivolgeva.


Insomma, l'inizio di questo manga di Lupin non è sicuramente per tutti. Le storie son quel che sono, ma la messinscena è pregnante di uno stile molto particolare e fortemente carismatico che cattura e che fa ben capire perché abbia portato ad un tale successo il suo personaggio nelle sue varie incarnazioni (soprattutto in quelle che riprendono visivamente Monkey Punch, come la recente serie dedicata a Fujiko e il film su Jigen). Se siete appassionati del personaggio, vi risulterà sicuramente interessante. Stesso discorso anche se siete "solo" appassionati di fumetto e di quello giapponese in particolare. Tra le storie qui contenute, ce ne sono due ("Il Mago" e "L'Evasione") da cui gli autori della prima serie animata hanno preso buona parte della trama ed è interessante poterne confrontare le differenze.



A livello di materiali, per un'edizione di edicola, questo volume ha buona carta e una rilegatura morbidissima che rende molto agevole la lettura. Pecca di una completa mancanza di editoriali, che per una ristampa di storie molto vecchie sono secondo me essenziali, e non si è ben capito fin dove dovrebbe arrivare con le storie pubblicate. La mia speranza è che segua tutte le serie scritte e disegnate da Monkey Punch, sono molto interessato nel vedere l'evoluzione di quest'autore che non avevo mai avuto l'occasione di approfondire direttamente sul suo operato.

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1 commento:

  1. Sono completamente d'accordo con la tua recensione. Da fan di Lupin non potevo farmela sfuggire, visto che permette di vedere il vero lupin III come inteso dall'autore.

    Peccato che l'edizione panini sia rilevata pessima nel proseguimento dei volumi, con intere pagine incomprensibili per via di una pessima scannerizzazione delle pagine a colori e con copertine sempre più trash e brutte, alla faccia della decantata esclusiva di nuove copertine fatte da Monkey Punch in persona. Forse l'unico lato positivo della faccenda è che panini visto il successo dell'edizione porterà anche la seconda serie manga (Shin Lupin) in italia.

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