26/04/16

Grandi Classici Disney 3 - Topolino viene rapito, Paperino si becca un esaurimento nervoso e altre storie...




Con sommo ritardo, riecco la rubrica in cui vi parlo dell'indice della collana "i Grandi Classici Disney", che ogni mese ripropone storie datate di grande qualità di autori sia italiani che stranieri. Questo mese abbiamo infatti, tra i tanti, sceneggiatori del calibro di Guido Martina e Carl Barks!


Apre il volume "Gambadilegno e il rapimento di Topolino" del 1995 (la più recente del volume) disegnata da Giorgio Cavazzano per i testi di Silvano Mezzavilla. Come esemplifica abbastanza il titolo, la storia vede protagonista Gambadilegno che si ritrova a dover fare i conti con l'essere stato l'unico testimone di un rapimento ai danni di Topolino. È un'avventura lunga di due episodi, in cui Gambadilegno si ritrova nei panni di un improbabile investigatore all'interno di una storia a metà tra l'hard-boiler e, come sempre, la comicità tipicamente Disneyana. Ricorda un po' lo stile di Tito Faraci, che parodia da sempre il genere nelle sue storie Disney (soprattutto nelle Angus Tales scritte ai tempi di PKNA) ed è sicuramente all'altezza del paragone. Un'ottima storia messa in piedi anche dal solito fantastico Cavazzano, che tutti amiamo.


Segue una coppia di storie scritte da Dick Kinney, ormai presenza fisica di questo mensile, e aventi per protagonista la sua creazione Malachia. Due racconti molto brevi dall'incipit semplice, utilizzato solo come escamotage per la sequenza di siparietti comici tipica dell'autore. Nella prima, "Malachia e il Trauma Ornitologico" (1968, con i disegni di Jim Fletcher), vediamo il pestifero gatto di Paperino in viaggio con il suo padrone e Zio Paperone diretti ad una improbabile città di nome "Fringuellandia", dove Malachia spera di trovare pane, nel senso più letterale del termine, per i suoi denti. Nella seconda invece, "Malachia e l'idrofobia" (1965, disegni di Al Hubbard), lo troviamo alle prese con la sua nemesi originale, il petulante Paperoga delle origini (anch'esso creazione di Dick Kinney) che ha deciso di prendersi cura del gatto alla sua maniera. Storie carine, ma ho sinceramente preferito quelle pubblicate nei volumi precedenti, che ho trovato molto più divertenti.


La prima superstar del volume è targata 1963 ed è opera dell'acclamata coppia Guido Martina - Giovan Battista Carpi. "Paperino in Casa mia, Casa mia" ha come incipit l'ennesimo problema finanziario di Paperino, che si ritrova vicino allo sfratto a causa di un lungo elenco di tasse sulla propria casa non pagate. Senza spoilerarvi come, questo incipit porta all'improbabile ingresso di Zio Paperone nell'industria del tabacco (impensabile in una storia odierna, ma nulla di scandaloso per i tempi) e dei suoi tentativi di dominarla. Una lunga storia molto divertente, in cui Zio Paperone mette in mostra la sua astuzia e fiuto per gli affari, non sempre a lieto fine. Fantastica.


Abbiamo poi "Paperino e la Macchia d'Inchiostro" del 1958, testi e disegni di quel genio di Carl Barks. In questa storia l'Uomo dei Paperi costruisce una vicenda basata sul "Causa-Effetto" che parte da una macchia d'inchiostro sulla tovaglia di Paperino e si conclude con la fuga dei nostri Paperi preferiti dalla città. Un'avventura molto divertente in cui Barks mette in mostra tutto il suo estro creativo nella costruzione di trame poco convenzionali.


Ultima superstar del volume è "Torna a casa, Pluto!"di Don Christensen per i disegni di Jack Bradbury, pubblicata nel 1953 per la prima volta. È un racconto narrato completamente dal punto di vista di Pluto in cui vive ogni genere di disavventura in giro per Topolinia. Una lunga sequenza di gag sono raccontate tramite un narratore che descrive ogni singolo pensiero ed azione di Pluto con un tono elevato, creando questo divertente contrasto tra ciò che accade e il come viene raccontato. Una storia particolare e molto simpatica.


Altra storia particolare è "Paperino e il festival dei Paperi", che, sfruttando il pretesto di una riunione famigliare di Paperino e i nipotini davanti a vecchie diapositive della famiglia Paperi, si tratta di una raccolta a cornice di piccoli racconti con protagonisti i vari Paperi Disney in situazioni inaspettate. Storie molto fantasiose che coinvolgono i paperi più secondari (Paperina, Gastone, Nonna Papera) e altri più famosi insieme all'introduzione di alcuni divertenti nuovi personaggi.


Ben più di stampo classico è invece "Topolino e il Diabolico Violino" scritta da Sisto Nigro e disegnata da Sergio Asteriti. Pubblicata per la prima volta nel 1984, unisce una classica storia di genere Giallo con protagonista Topolino ad una delle tipiche disavventure in cui Pippo si mette in testa di realizzare qualcosa con la sua personale stravaganza. Storia carina, retta soprattutto dagli ottimi disegni di Asteriti.


Penultima avventura Disneyana del volume è "Zio Paperone e i segreti del vento", storia un po' stramba sceneggiata da Rodolfo Cimino in cui il Riccastro Papero tenta di aumentare il proprio patrimonio attraverso l'acquisizione di un tesoro. L'elemento "strambo" risiede nel fatto che non c'è alcuna mappa del tesoro, bensì una "voce del vento" da ascoltare per trovarne l'ubicazione. Nella norma i disegni di Giorgio Bordini, per questa storia targata 1972 che non mi ha fatto propriamente impazzire (sebbene ci fosse uno come Cimino alla sceneggiatura).


Chiude il numero la breve "Paperino e la settimana... calma" (1965) della coppia dei fratelli Barosso per i disegni di Massimo De Vita. Simpatica sequenza di gag in cui Paperino cerca di mantenere la calma per non arrivare al fine settimana con un esaurimento nervoso. Inutile dire che gliene capiteranno di tutti i colori, costringendolo a subire traumi fisici e mentali per tutta la durata della storia.

Anche questo mese ho raccolto qualcuna di quelle simpatiche vignette dei fumetti Disney con un certo di numero di anni sulle spalle che, se decontestualizzate, appaiono ambigue e stranamente più divertenti del normale. In questo secondo numero ne ho trovate meno rispetto al precedente, se ne avete trovate altre linkatele nei commenti!

Lo sguardo che si posa sull'apocalisse imminente e irreversibile
Una scena di puro terrore
Paperopoli Scampia Edition
Il disprezzo per la vita è intollerabile
Concludo il post augurandomi che vi sia stato utile, o comunque di vostro interesse. Fatemi sapere nei commenti se l'articolo e il volume vi sono piaciuti! Infine, vi ricordo di mettere Mi Piace alla pagina FB del Blog per rimanere aggiornati su tutti i nuovi post!

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