11/04/16

Attimi di terrore al Romics 2016: cronaca nera (non troppo, diciamo bordeaux) di una vendetta vera


EDIT: Pare che Di Stefano, in totale disaccordo con questo articolo, abbia buttato della Coca-Cola sui server del blog. Eccovi spiegato il motivo della formattazione che sembra uscita da un blog trash. Godetevela.

PREMESSA: Quest'articolo parla dell'attentato terroristico che ha quasi ucciso dieci standisti allo stand di Shockdom per mano di un militante di Casapound, fratello del candidato sindaco per Casapound di Roma "Simone Di Stefano", che è inciampato con della coca-cola in mano davanti il suddetto Stand. Per dare il giusto rispetto ad entrambe le parti coinvolte, alcune delle immagini di questo post saranno capovolte di solo 90°, sia per essere solidali con la satira sia per essere solidali con le vittime di essa.
Praticamente, l'altro giorno, il qui sopra candidato sindaco di Roma per CasaPound si ritrova metà giornata a battibeccare, come se fosse uno scansafatiche qualunque (tipo il sottoscritto), con Daniele Fabbri, minacciandolo di denunce e querele e di dirlo alla mamma.


Il motivo della contesa?

Fabbri è uno degli autori di "Quando C'era LVI", un fumetto satirico su Mussolini che Shockdom ha presentato al Romics e, a quanto pare, prende in giro quelli di Casapound dipingendoli come degli idioti razzisti e fascisti.
La cosa sembrava finita là, alle mere parole. In realtà, Simone Di Stefano, quella sera, è passato ai FATTI. Prontamente, a cena, lo ha detto alla mamma. La mamma, molto probabilmente, gli ha detto che ad una certa età sarebbe anche l'ora di finirla di offendersi se qualcuno ti prende in giro. "Guarda che bravo, tuo fratello. Fa le sue manifestazioni, dice cose al megafono, ma non fa del male a nessuno. Prendi esempio." NON L'AVESSE MAI FATTO.

Diapositva della notte tra il 9 e il 10 Aprile 2016
dalla camera da letto di Davide Di Stefano, fratello di Simone.

Offeso da queste ingiurie, "Come può mamma considerarmi un tale fallimento?", il fratello Davide si arma di forza e coraggio e la Domenica pomeriggio del 10 Aprile 2016 decide di rimboccarsi le maniche e vendicare il fratello e tutti i suoi amici e dimostrare il suo valore da ribelle, in preda ad un impeto battagliero anarchico a metà tra il punk anni '80 e quello che oh, porco giuda, ti giri un attimo e t'è passato davanti alla fila alle poste.
Armato di un bicchiere di Coca-Cola, nera fascista dentro un bicchiere rosso comunista (metafora del suo attentato che si ispira alla strategia del cavallo di Troia), il nostro eroe si lancia in un assalto degno degli Spartani di 300 contro lo stand-fortezza di Shockdom, la cui leggenda afferma che sia protetto da ben mille centurioni e i fumetti di Sio. In uno slancio leggendario, rovescia il bicchiere sui fumetti esposti beccandone ben 3!! e si accorge subito che "Quando c'era LVI" è finito e gli autori sono andati a casa. In quel preciso istante tutta la sua rabbia si dissolve nell'infinito oblio dell'esistenza e torna a galla la paura dell'ignoto. Per questo la cosa si è fermata là. Davide Di Stefano si è guardato intorno, ha ribaltato un paio di fumetti, ha detto un paio di parolacce, poi se ne è andato via con il brivido di chi ha appena dato fuoco alla scuola per pura ribellione giovanile.


Davide se ne va. Se ne va e non sa quel che lascia, se ne va e non sa quel che troverà. Quel che troverà su internet. Non sa che il nemico che sembrava aver sconfitto è in realtà molto più subdolo di quel che pensava. Tra gli autori e l'editore, partono le prime dichiarazioni sull'accaduto. Si parla di un danno all'editore pari al PIL della Germania, si parla di commozioni cerebrali perché alcuni sono scivolati sulla Coca-Cola, si parla di buchi neri generati dall'eccessiva velocità raggiunta dal bicchiere nel lancio che han formato distorsioni spazio-temporali con conseguenze gravi, gravissime, sul futuro che si prospetta buio e distopico. In realtà, si dice, Davide non era solo. Aveva con sé oltre 20 uomini, probabilmente hanno affittato un pullman apposito per questa spedizione punitiva. 

Si dice che in realtà il bicchiere contenesse del Napalm, 
questo spiegherebbe gli ingenti danni allo stand della Shockdom

Il fascismo non è mai stato così dilagante. La risposta è unanime: repressione mediatica. Miliardi di stati su FB che inneggiano al disappunto, allo schifo. Altrettanti affermano che compreranno il fumetto solo per solidarietà alle vittime e per dar contro agli aggressori. Insomma, la Shockdom non si vedeva così pronta ad accogliere soldi nelle proprie tasche dai tempi dell'asse Roma-Berlino-Dario Moccia.


Qui arriva il colpo di scena. Davide si fa novello Michael Moore e pubblica il video che documenta la sua aggressione. Il motivo è chiaro: fare la figura dell'imbecille mettere a tacere le infamie rivolte al suo gesto che definisce semplicemente "una burla dai toni irriverenti".

E se magari alcune menzogne siano state messe a tacere (nessuno più crede all'editore che afferma che il danno stimato vada "dai 500 ai 1000 euro"), Di Stefano ne esce con una figuraccia da apologia dell'idiozia. Il video di Davide Di Stefano mostra un imbecille intento a fare il piccolo bullo da scuola e un editore che ci ha messo poco a sfruttare il gesto di un idiota per farsi una pubblicità enorme il cui ritorno economico sarà altrettanto.

La vera domanda sociologica è:

può nel 2016 un tipo farsi ancora leone buttando della Coca-Cola sui fumetti? E infine: Come diavolo fa a non pensare una persona così vicina ad un candidato sindaco che le sue azioni in quest'epoca di rivolte da Social Network non avrebbero avuto delle conseguenze mediatiche?

Ma soprattutto: nel 2016 ancora a cascare nella satira a Mussolini?


P.s.: Che poi, io il fumetto di Fabbri non l'ho letto. Ma di suo ho letto la trilogia di Gesù: una cagata pazzesca. Punto i miei due centesimi che quest'altro fumetto non è da meno.

4 commenti:

  1. Come hai detto, in tempi di social media quello di Di Stefano è stato un autogol clamoroso nonché un ottimo esempio di pubblicità gratuita per la Shockdom. Non è un caso se nella Divina Commedia stava scritto "Non ragioniam di lor ma guarda e passa": chissà quando 'sti commedianti che si spacciano per... (per cosa? politici? agitatori? moralizzatori della patria? ducy?) ... arriveranno a fare proprie queste sagge parole.

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    1. Credo che sarà ancora un lungo cammino.

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  2. Miglior articolo "a tema" di tutta la rete, complimentonissimi!!! :-DDD

    p.s. condivido anche le virgole tranne che a me il primo vol. del Gesù di Fabbri è piaciuto assai :-)

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    1. A me, a parte un paio di battuta, ha veramente detto poco. Forse Internet con la sua miriade di battute su Gesù mi ha abituato male ahahahaha :D

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