07/04/16

Analisi - Flex Mentallo, L'Uomo dal Mistero Muscolare: "Bisogna salvare la gente. Il mondo sta bene così com'è."

 Hey, tu! Leggi questa analisi, la salvezza della Terra dipende da questo!

Dopo mesi di gestazione, finalmente ho completato quello che è probabilmente l'articolo più lungo e complesso di questo blog. Innamorato completamente ormai di Grant Morrison, mi ero posto l'obiettivo di analizzare una delle sue opere più complesse e significative. Flex Mentallo racchiude in sé un punto di vista molto personale sul mondo dei Supereroi e la dichiarazione di intenti del suo autore.
Vorrei che quest'articolo posa essere utile per fornire una chiave di lettura a chi ha sempre voluto comprendere meglio quest'opera. Ho scritto tanto, ho spiegato molte cose (sempre in relazione al mio punto di vista e alle informazioni raccolte in giro per le altre opere di Morrison e per l'internet), ma, nonostante ciò, non ho ovviamente catturato tutto. In futuro tornerò sicuramente a parlarvi di questo autore a me tanto caro, magari con articoli più brevi e coincisi. Detto questo, armatevi di pazienza, prendete in mano il fumetto (se non lo avete ancora, lo trovate qui ad un ottimo prezzo) e iniziate questo fantastico viaggio!

"Allacciate la cintura. Tenetevi forte. Preparatevi a diventare immaginari."

[ARTICOLO AD ALTO CONTENUTO DI SPOILER]
Voi che discutete con Morrison dei suoi fumetti.
(Scena tratta da Animal Man e che vi consiglio di tenere a mente quando leggete un suo fumetto)
Nel suo livello più base, quest'opera è la storia di come Flex Mentallo, eroe dei fumetti, arrivi a salvare il proprio creatore da sé stesso. Questa piccola vicenda particolare diviene spunto per un'enorme riflessione generale sul fenomeno dei fumetti di supereroi che porta ad un'analisi del fenomeno in relazione al suo processo creativo e alla sua evoluzione storica. Nel fare questo, Morrison si ovviamente allaccia alle sue idee e tematiche personali e per questo possiamo definire Flex Mentallo: After the Fact il manifesto della sua "poetica" e praticamente anticipatore di quasi tutte le sue opere successive, in particolare il saggio autobiografico Supergods, molto utile per capire meglio quest'opera.


La base su cui si poggiano i piani narrativi dell'opera è l'idea di Multiverso, già presente negli universi narrativi DC e Marvel, e che qui viene portato ad una certa estremizzazione. Ogni piano dimensionale è separato dall'altro e allo stesso tempo indissolubilmente legato e influenzato da ogni altro. Emblema di questa struttura è lo slogan della Facoltà X: "Solo perché sei paranoico, non significa che non lo siano anche loro". Lo slogan riprende una citazione di William Burroughs, a sua volta citata nella canzone Territorial Pissings dei Nirvana, che in originale recitava "Solo perché sei paranoico, non significa che non ti stiano seguendo". La modifica di Morrison le dona una nuova profondità: si trasforma in un loop e, dando per scontato che i paranoici siano gli abitanti di un piano dimensionale e coloro che li seguono gli abitanti di un piano superiore, le terre parallele diventano racchiuse in sé stesse come in una matrioska.


Al centro di tutto questo maestoso Creato c'è un uomo, più precisamente la sua testa, tale Wally Sage che da piccolo ha creato i fumetti di Flex Mentallo, dando vita ai vari piani dimensionali su cui si muovono tutti i personaggi che lo circondano. Lo scossone che dà il via all'avventura, la rottura dell'equilibrio, è il tentativo di Wally di suicidarsi che fa entrare tutte queste terre parallele in collisione e spiana la via all'apocalisse. Ma proprio sfruttando questi piani in subbuglio, che iniziano a sovrapporsi tra loro, i personaggi riusciranno a giungere nella testa di Sage nel finale per salvarlo da sé stesso. Tutto ciò è abbastanza chiaro ad una o due letture dell'opera, è la base che la costituisce, ma quel che è difficile da comprendere è il perché e il come accada tutto questo, assieme a tutti i sottotesti disseminati nella migliaia di simbolismi presenti.


In punto di morte Sage inizia a riflettere sulla sua giovinezza in relazione ai fumetti di supereroi, mescolando la propria crescita personale all'evoluzione delle avventure dei supertizi in calzamaglia. La tesi fondamentale di Morrison sul fenomeno dei supereroi si basa proprio su questa evoluzione e crescita, che influenzano a tal punto la trama del fumetto da plasmarne la struttura: come è ben evidente dalle singole copertine, ogni capitolo di Flex Mentallo è legato ad una particolare Era dei supereroi e ne traccia i vari punti fondamentali


Il primo grande tassello è la Golden Age, il periodo che va dagli anni 30 agli anni 50 in cui sono nati alcuni tra i supereroi più famosi di sempre (Superman e Batman, per esempio) e, in generale, questo genere di storia che permetteva ai giovani lettori di sognare attraverso racconti di avventure e battaglie fantastiche in un mondo solare, dove ogni accenno di minaccia veniva estirpato, prontamente, con un sorriso sul viso da questi superuomini in calzamaglia. Il capitolo dedicato alla nascita dei supereroi non può quindi che aprirsi con quella che altri non è se non l'inizio di tutto, il Big Bang che ha dato origine all'universo, e che qui è perfetta rappresentazione del sistema di piani dimensionali trattata nei paragrafi precedenti. Questa ripetizione a matrioska si chiude, e viene rinchiusa, in un uovo che un cuoco spacca su una padella affermando "Ecco il cervello sotto l'effetto di droghe". Il riferimento è ad una vecchia pubblicità progresso della fine degli anni '80 che paragonava l'effetto delle droghe sul cervello a quello di un uovo spaccato e messo a cuocere. Il tema delle sostanze stupefacenti è molto caro a Morrison sul piano personale, oltre ad essere ricorrente nelle sue opere, e con queste due semplici pagine ribalta completamente il significato dello spot. L'uovo, il cervello, è contenitore di un'intera universo di idee e spaccarlo significa portarle alla luce. In altre parole, le droghe sono un catalizzatore per trasformare l'uovo in un'esplosione di creazione1.

Muovendosi su due fronti, la narrazione del primo capitolo lascia facilmente intuire come il piano dimensionale di Flex Mentallo sia racchiuso in quello di Wally Sage, creatore di tutto e ovvio alter-ego di Grant Morrison (simbolizzato anche dalla notevole mole di droga presente nel suo appartamento, assieme ai fumetti da lui disegnati, che si riallaccia al discorso di cui sopra). L'uomo tenta il suicidio per overdose di droghe, le motivazione saranno spiegate solo nei capitoli successivi, e, nell'attesa di morire, parla al telefono con un'assistenza sociale. Nel suo delirare, Sage ripercorre la sua vita in relazione alla sua passione per i fumetti affrontandone l'evoluzione. La narrazione si incrocia di frequente e con continui parallelismi all'avventura di Mentallo, alla ricerca del Fatto ma anche di un modo per salvare il mondo alla deriva, ed è simbolo di come la realtà stia collassando su sé stessa perché colui che la teneva in piedi, Wally, sta morendo.
Tutta l'atmosfera del primo capitolo è segnato dalla sparizione della Golden Age, dalla fine di una spensieratezza caratterizzata da confini ben delineati e dalla sovranità della pura immaginazione. Esemplare è dunque la scena in cui Flex è seduto nel suo soggiorno: colto impreparato dall'assurdità del caso che si trova a dover risolvere, ripensa a quando le cose erano molto più semplici e la linea tra bene e male estremamente netta. Accende poi la televisione, che dà una serie di testimonianze e servizi abbastanza angoscianti, magnifico il Superman al contrario che scappa dalla Terra, e Flex fa un'affermazione che è uno dei tema portanti del terzo capitolo: "Difficile dire quali siano notiziari e quali no." Inutile girarci attorno, la Golden Age dell'immaginazione è conclusa e ha lasciato spazio alla dura realtà e la domanda "Chi salverà il mondo?" appare senza risposta.

Finché le investigazioni di Mentallo per libere associazioni2 non lo portano in una scuola per side-kick ormai abbandonata, altro segno della fine della Golden Age, dove la sua linea temporale si incrocia per un istante con l'infanzia di Sage. La visione di quest'ultimo dell'eroe può essere spiegata sia come effetto del collasso della realtà come pura apertura mentale all'immaginazione del bambino. Quest'intermezzo ci catapulta in una breve porzione dell'infanzia di Wally e ne percepiamo l'aria spensierata, mentre il narratore ci offre uno dei primi indizi sulla fine dell'epoca d'oro. "Come fanno a dire che sono stupidaggini? Perché la gente si vergogna tanto delle cose?" si chiede mentre racconta di come ha iniziato a collezionare fumetti. Aldilà della piccola vicenda, che è totale autobiografia di Morrison3, mi aggancio a questa scena per introdurre un altro degli elementi ricorrenti dell'opera: il verde. Il verde è un elemento onnipresente in Flex come in altre opere di Morrison, Invisibles su tutte, ed è un simbolo che rappresenta nello specifico gli alieni, ma il cui significato può essere esteso ad emblema del bizzarro e di ciò che è immaginazione pura. La luce verde dell'ospedale rappresenta quel sense of wonder tipica di quegli anni della vita (e dei corrispettivi anni del fumetto) che nella vignetta successiva, spostandoci sull'asse temporale, diventa rossa come simbolo della fine di quell'epoca.

Tornando alla domanda "Chi salverà il mondo?", Morrison mette in bocca la sua personale risposta ad un inserviente della scuola abbandonata, le cui origini ricordano molto Shazam anche se, come si vedrà successivamente, la parola magica non è quella. La risposta, "Bisogna solo salvare la gente. Il mondo sta bene così com'è" è chiave di tutto il discorso portato avanti dal fumetto e che sarà molto più chiaro nei capitoli successivi. In relazione al "portare avanti un discorso", l'ultima cosa da dire su questo capitolo è il simbolismo dietro alle bombe della Facoltà X. Come affermato nel fumetto, sono bombe che "distruggono certezze" e sono delle chiavi. Distruggere certezze è esattamente quello che vuole fare Morrison attraverso il suo fumetto e il compito di guidare Flex, e il lettore di riflesso, è affidato proprio al Fatto4, ovvero alla Facoltà X stessa (come si scoprirà nel finale). La questione delle chiavi è invece più astratta: nel primo capitolo, se notate bene, le bombe appaiono spesso fuori dalle vignette, a volte integralmente e a volte in parte. Possibile che Morrison le intenda sia come chiavi per un pensiero fuori dagli schemi che come chiavi per diversi piani dimensionali?
Che il secondo capitolo si riferisca agli anni 50-60 del fumetto, la Silver Age dei supereroi, lo si capisce fin dalla copertina a tema spaziale. La corsa allo spazio era il grande tema socio-culturale  (e politico) di quegli anni, influenzò tutto (dalla letteratura alla musica) ed ebbe, ovviamente, un ruolo fondamentale nei fumetti. Basti pensare alle origini dei Fantastici 4, in cui questo manipolo di scienziati salpava alla volta dello spazio, in modo quasi sconsiderato per sé stessi e non, pur di superare l'URSS nella competizione al centro della Guerra Fredda. Comunque, se non fosse chiaro, gli altri elementi lo rendono abbastanza evidente. A partire dalla prima parola con cui si apre, "Argento", il capitolo è denso di riferimenti a quell'epoca. Mentallium è il classico nemico stravagante dell'epoca, l'LSD (citata sempre nella prima pagina attraverso l'emblematica frase "Non si muore per un'overdose di LSD") è la droga principe di quegli anni e i racconti di Wally entrano nella pubertà. Importante, secondo il pensiero di Morrison, è la teoria (con cui sono molto d'accordo) che i fumetti di supereroi fossero fortemente influenzati o addirittura precursori della trasformazione sociale. È una idea che pervade tutto il fumetto e che viene esplicitata nella pagina del secondo capitolo in cui Sage elenca i vari tipi assai stravaganti di Mentallo che si sono avvicendati nel corso della sua storia editoriale (fittizia).

Il primo degli avvenimenti strani di questo secondo capitolo è sicuramente la scena in cui un giovane Sage ritrova una scatola di fiammiferi con Nanoman e Minimiss al suo interno. La dinamica della scena, elemosina e ricompensa, è simile a quella dell'inserviente simil-Shazam (e ad una di Flex a fine capitolo) e vista l'importanza rivelata più avanti dei due piccoli personaggi è ovvio che il parallelo (la carità ricompensata con un potere enorme) sia lo stesso. Sempre in parallelo al primo capitolo è la pagina seguente. la paranoia dell'uomo è quella fondata di chi ha capito qualcosa a cui nessuno vuole dare ascolto. Se William Buroughs diceva proprio che un paranoico è qualcuno perfettamente a conoscenza di ciò che sta accadendo, il nostro paranoico ci si avvicina abbastanza. Quel che scambia per una minaccia in realtà non lo è. Sganciano "bombe a forma d'uovo" (ricordate che le uova sono idee, vero?) e quelli dentro l'aeroplano non sembrano propriamente nemici. Seguendo poi una delle tecniche narrative più classiche dell'autore, viene affiancata una didascalia decontestualizzata(che fa riferimento ai pensieri di Flex Mentallo su altro): "Cerco solo di salvare il mondo. Cerco solo di fare il mio lavoro." in una chiara analogia con l'illustrazione apparentemente slegata. I passeggeri dell'aereo sono supereroi..
Minuscolo dettaglio, se guardate bene la terza vignetta di questa pagina vedrete il cruciverba ricevuto dall'inserviente cadere dalla tasca di Flex. Sarà Wally a raccoglierlo e completarlo nelle ultime pagine del fumetto.

La scena dopo è pura rivelazione. Ambientata nei bassifondi dove un gigolò è intento a provare una nuova droga dal nome e dall'aspetto molto simile alla Kryptonite verde, raccoglie tre temi fondamentali dell'opera. Innanzitutto, la decisione di drogarsi deriva da un eccesso di realtà da cui fuggire, in pieno accordo con ciò che già accennava Morrison nella scena del soggiorno analizzata nel primo capitolo. Privando della realtà il proprio mondo, il personaggio passa da una rappresentazione estremamente realistica e decadente ad una più caricaturale e infine ad una psichedelica che lo fa assomigliare ad una versione divinizzata di Wally Sage (ma anche ad Alan Moore o ad un cristo). In questo breve stato raggiunge una coscienza cosmica ("Ecco il cervello sotto l'effetto di droghe") e intuisce di far parte di una storia immaginaria, il fumetto che abbiamo tra le mani, e si fa profeta (iconica la splash-page in cui è in  preghiera sotto il flusso di eroi che si arriva dai cieli) del ritorno dei supereroi che, nonostante siano finiti i tempi della spensieratezza, non hanno mai smesso di amarci e di volerci salvare.

Sorvolo sulle scene del "lavatoio" per riprenderle quando tratterò il terzo capitolo, dove vengono meglio esplicitate e qui servono solo a mettere curiosità. Ultima scena importante, prima della transizione che ci avvia al terzo capitolo, è quella ambientata nel bar. Una bettola malfamata in cui Flex incontra prima Killer Kitten, anticipazione della Dark Age che sarà al centro del prossimo capitolo, e poi un astronauta che racconta uno strano incontro avvenuto mentre era nello spazio. Un altro la cui paranoia è fondata, questo personaggio è venuto a contatto con dei superuomini nello spazio con a capo Lord Limbo (uno dei fumetti che leggeva Sage quando era piccolo nel primo capitolo), eroe in calzamaglia verde. Il verde torna ad essere il colore del bizzarro e degli alieni. Tutta l'idea dietro la scena fa riferimento alle crisi esistenziali e ai problemi psicologici riportati da molti astronauti di ritorno dalle missioni Apollo, alcuni dichiararono addirittura di aver avvistato forme di vita aliene. Nello sfondo della conversazione con Flex, un simil-Clark Kent invecchiato che legge il Daily Planet esce dal bar. Uscito anche Flex, abbiamo di nuovo una scena di elemosina in cambio di una ricompensa. Flex viene indirizzato verso una strada di "pericolo, disperazione e morte" da un personaggio molto Ditkiano (assomiglia a The Question) mentre Wally è ormai in preda alle allucinazioni e a oscuri presagi.

Arriviamo dunque al terzo capitolo, qui l'analisi del mondo dei supereroi di Morrison diviene molto critica in proposito alla direzione intrapresa dalle storie. Da una visione nostalgica delle due ere, passiamo alla visione pessimistica della Dark Age. Segue un breve riassunto "storiografico"5.
Se la Golden Age si appassì per cause "esterne" (il boicottaggio scaturito dal saggio psichiatrico di Fredric Wertham "La seduzione dell'innocente" in cui accusava, senza alcun fondamento, che i fumetti di supereroi rendevano omosessuali e delinquenti i giovani lettori, scatenando così il terrore dei poveri genitori che dovevano difendere i loro bambini e la temporanea fine dei supereroi americani), la Silver Age, il rinascimento degli eroi iniziato negli anni '50 dal rilancio della DC Comics e portato a pieno regime da Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko con i loro supereroi con superproblemi, fu chiusa dall'interno attraverso fumetti che hanno fatto la storia. Le tematiche adulte iniziarono a far breccia nel mondo dei supereroi e i "superproblemi" divennero molto più concreti. Questo processo iniziò con il lavoro di Dennis O'Neil alla DC Comics su personaggi come Lanterna Verde e Freccia Verde e la morte di Gwen Stacy, la storica fidanzata di Spider-man, dalla Marvel Comics. La maturazione del genere esplose definitivamente con il Decostruzionismo degli anni '80 in cui una nuova generazione di autori, molti britannici (si parla, infatti, di British Invasion), cancellarono i sorrisi dai volti dei supereroi a favore di una più realistica rappresentazione della cupa società del tempo, attanagliata dalla Guerra Fredda e da politiche discutibili. I grandi apici di questo decostruzionismo furono The Dark Knight Returns (Frank Miller) e Watchmen (Alan Moore).


Fu lì che iniziò la Dark Age di cui Morrison parla in questo terzo capitolo. Dopo aver piazzato nei precedenti qualche riferimento al Watchmen di Moore6, l'inizio di questo capitolo cita soprattutto Il Ritorno del Cavaliere Oscuro. L'ispirazione della copertina è ovvia, così come il riferimento della vignetta centrale della prima pagina. Il monologo iniziale dell'ispettore è a metà tra le farneticazioni di Rorschach in Watchmen e la cadenza dialettica dei personaggi di Frank Miller. Il dialogo della pagina successiva tra l'ispettore e la moglie ci ricorda il grande tema del Decostruzionismo, il terrore della Terza Guerra Mondiale e, infine, la splash page di pagina tre rappresentante un possente Flex è un ovvio richiamo allo stile anatomico scelto da Miller per il suo Ritorno del Cavaliere Oscuro.
La morte per cancro della moglie è il colpo finale per il pessimismo dell'Ispettore: rimasto solo in un mondo che non ha senso, decide di farsi carico da solo dell'onere di salvarlo e di dargli un senso.

Prima di proseguire con l'Ispettore, facciamo una digressione in avanti verso il proseguo dei racconti di Wally. Entrato nella fase adolescenziale, il giovane Sage inizia a farsi influenzare e terrorizzare dalla paura della guerra che dilaga attorno a lui. Incasinato dalla società e dagli ormoni, Wally si rifugia in una prigione fatta di fumetti che diventano sfogo per le sue pulsioni. Questo passaggio della sua vita è metafora di come Grant Morrison vede gli anni '90 del fumetto, quella che è considerabile come la "Dark Age dei supereroi". Terrorizzati dalla guerra e dai grandi temi del Decostruzionismo degli anni '80, chi i fumetti li fa e chi li legge ha deciso di chiudersi lontano dagli stimoli e dalle paure del mondo esterno, dove dare sfogo solamente alle proprie pulsioni e fantasie. Chiunque conosca un po' del fumetto più mainstream degli anni '90 sa com'era il trend artistico ai tempi: muscoli enormi, anatomie impossibile, grandi splash-page e denti digrignati. I protagonisti erano donne esageratamente succinte e formose e uomini molto arrabbiati con il mondo che li aveva delusi in tutti i modi possibili, gli antieroi fioccavano come funghi, la violenza era sempre esasperata e si puntava sempre ad un pessimismo senza via d'uscita. In pratica, veniva ripreso lo stile del Decostruzionismo che tanto aveva fatto successo senza però avere cose da dire dello stesso peso. Questa mancanza veniva nascosta esasperando la forma e, infatti, in quel periodo i disegnatori che davano ai loro lettori ciò diventavano delle vere superstar e tutto ciò ebbe il suo culmine con la nascita dell'Image Comics (Se vi interessa avere una veloce panoramica di questi atteggiamenti, basta googlare Rob Liefeld su Google Immagini per assaggiare un boccone di Dark Age). Per Grant Morrison, questo periodo definito sarcasticamente "Dark and Gritty" è una pagina nera della storia dei supereroi che scaturisce da questo voler fuggire dalla realtà che aveva invaso i fumetti negli anni '80. Tutto ciò viene parodiato nella pagine in cui Mentallo è intrappolato in un locale chiamato "Knight Club" dove milioni di personaggi bondage in tutine bondage attillate da supereroi dà sfogo alle proprie passioni erotiche impedendo a Flex di proseguire per il suo cammino (la Dark Age che blocca i supereroi). La sequenza si chiude con Wally che afferma "Zap! Pow! Attenzione! I fumetti sono più per bambini... Fanculo. Fanculo."

Torniamo quindi all'Ispettore che, persa ogni speranza, è deciso a salvare il mondo e a dargli un senso da solo. Per fare ciò, va a trovare il Burlone, all'apparenza un supercriminale in prigione. Più che un cattivo, però, sembra un'altra proiezione di Grant Morrison, visivamente una più matura, e il suo essere in prigione sembra più una metafora della creatività ingabbiata nella Dark Age. Le Burle del Burlone servono a far "credere" alla gente cose che non esistono, partendo però comunque dalla realtà. In questo senso, l'Ispettore che chiede aiuto al Burlone per salvare il mondo assume il più metaforico significato della dura realtà che scende a patti con la finzione/l'immaginazione per salvare il mondo. Quando afferma "Implicito nel progetto di ogni prigione è il sistema per evadere", si riferisce proprio a questa fuga dalla gabbia adolescenziale e pessimista che viene raccontata da Sage. Uno dei dettagli fondamentali che vengono rivelati nelle due sequenze dell'Ispettore con il Burlone è quello sul pesce. L'Ispettore l'ha cambiato più volte per tenere alto il morale della moglie fingendo che non fosse mai morto. Quest'informazione apparentemente banale verrà ripresa più avanti verso la fine del fumetto dove assume un suo senso, anche se è già abbastanza comprensibile qui.

Le scene legate al "lavatoio" sono tra le più enigmatiche dell'opera, nel poco che viene mostrato danno tutte una vaga idea di "rito tribale" e, anche in relazione alle rivelazioni successive, le ho interpretate come semplici scene di "racconti intorno al fuoco" di bambini che si riunivano per raccontarsi delle storie.

Alla fine di questo capitolo abbiamo uno dei climax dell'opera, Wally sta per andare in overdose, i mondi da lui generati stanno convergendo su sé stessi e inizia a farsi avanti la verità su quando era piccolo. Infine abbiamo una splash page in cui c'è l'incontro tra Wally e Lord Limbo, quest'ultimo è pronto a condurci ad un luogo che chiama semplicemente "Dove prendi le tue idee".


Questo quarto e ultimo capitolo si apre con quello che è praticamente un racconto mitologico in cui Morrison ci svela dove si trovano i supereroi. Riuniti nel loro palazzo a vegliare sulla Terra come delle divinità, all'inarrestabile distruzione della vita creata dall'Assoluto trovano l'unico modo per salvare l'umanità nel sacrificio di Nanoman e Minimiss e nel diventare loro stessi immaginari.


Segue un piccolo intermezzo in cui ci viene mostrato che Flex, alla fine, è riuscito a superare gli ostacoli posti sul suo cammino e a raggiungere il Quartier Generale della Legione delle Legioni. Dietro di sé vi è una scia di cadaveri che, come ci rivela lui stesso, altri non sono che gli stessi eroi che gli stavano intralciando il cammino e che in una follia omicida si sono scatenati sterminandosi tra loro. Metafora che si riallaccia all'opinione di Morrison sulla Dark Age e sui motivi che lo hanno spinto a realizzare quest'opera. Trasformando il decostruzionismo in pacchiana distruzione senza senso, secondo la visione di Morrison i supereroi degli anni '90 stavano portando alla distruzione stessa dei fumetti dei supereroi. In pratica, i supereroi si stavano uccidendo da soli. L'autore scozzese scrive quindi per assecondare il desiderio impellente di salvarli e condurli verso una nuova era, quella che è rappresentata in questo capitolo. Lanciandosi in una certa visionarietà, dopo aver riassunto le tre precedenti epoche dei supereroi, si appresta a rappresentarne una nuova, sperando di dar vita a quella che possiamo chiamare l'epoca del "Recostruzionismo" e che sta avendo il suo pieno sfogo proprio negli anni in cui sto scrivendo questa analisi (Flex Mentallo è invece del lntanissimo '96), secondo me (Questa necessità di andare oltre la Dark Age è stata anche ben raccontata dal Kingdom Come di Mark Waid e Alex Ross che è praticamente contemporaneo). A rappresentazione di questo Recostruzionismo, come se ne fosse un "manifesto", possiamo prendere in esame la cover del capitolo e la simile splash page iniziale in cui Quitely illustra una figura di Flex Mentallo costruita su miliardi di piccoli dettagli, spesso con stili e pose non concordanti.

Con il collasso e l'incrociarsi della linea temporale (e delle linee temporali), Wally si risveglia, d'un tratto le droghe che aveva preso per suicidarsi sono M&Ms, e si trova nel famoso paesaggio di ceramica che si trova dentro l'acquario del pesce rosso che aveva da bambino. La Terra che avvista da lontano con un binocolo, l'ambientazione proveniente dalla palla per pesci e l'affermazione "Questo sogno lo ricordo" fanno pensare che questa scena si ambienti nel suo subconscio dove finalmente riemergono i ricordi sui supereroi: la realtà di cui fa parte Wally (e anche noi lettori) è imperfetta. Sfuggiti all'Assoluto diventando immaginari, i Supereroi non sono ancora riusciti a manifestarsi completamente nella nostra realtà perché non riusciamo a ricordare la parola magica (ricordate l'inserviente e il suo cruciverba?). Per Morrison, i fumetti di supereroi non sono altro che il proseguimento del genere epico che fin dal principio è alla base della narrativa inventata dall'uomo. Questa tradizione millenaria è legata al nostro bisogno di colmare il vuoto della nostra realtà che riusciamo a sentire al livello del subconscio e che ci fa percepire il mondo come "incompleto".

Prima di diventare immaginari, i membri della Legione delle Legioni esclamarono "La chiave è l'Uomo della Luna!". Non è quindi, ovviamente, un caso che Flex nel QG della Legione delle Legioni incontri proprio quell'uomo. Costui è il cattivo finale dietro tutte le trame che hanno perseguitato Flex e compagnia e ci rivela che Facoltà X altri non è che il Fatto dislocato da lui, come punizione per aver tentato di fermarlo, in giro per lo spazio-tempo. Dopo aver mostrato un biglietto del Fatto, ne parleremo dopo, mostra a Flex l'arma con cui ha intenzione di distruggerlo: il Mentallium Nero. Un minerale nero che afferma essere "un simbolo di quest'epoca". Il riferimento alla Dark Age è praticamente ovvio. Il Mentallium Nero è ripreso da Mentallium Man, villain Silver Age di Mentallo di cui abbiamo fatto la conoscenza nel secondo capitolo, e sta per mandare in coma il nostro eroe e, in seguito, il mondo. Ad impedirglielo arrivano, finalmente, l'Ispettore e il Burlone.


Nel frattempo, Sage si risveglia e finisce il suo racconto sull'origine dei supereroi. Divenuti immaginari, i supereroi vivono in quest'enorme fabbrica di idee. Non possono tornare reali perché Nanoman e Minimiss, ridotti alle dimensioni dei Quark, sono entrati in un coma quantico, rimanendo sospesi tra vita e morte. Gli unici che ora possono decidere della sorte dei supereroi siamo noi uomini comuni. Per questo continuano a produrre le idee che alimentano le storie in questa fabbrica e ce le inviano sotto forma di uova (si chiude quindi il ciclo della tematica delle uova), praticamente l'Iperuranio di Platone in chiave Morrissoniana. L'obiettivo ultimo è portare l'uomo ad un nuovo stadio in cui vengono abbattute le barriere tra realtà e immaginario. "Non abbiate paura: prima di essere una bomba, la bomba era un'idea", Lord Limbo ammonisce così il piccolo Wally. Quel che intende dire è che l'uomo ha sia le potenzialità per raggiungere i più bassi scopi, la bomba (la Dark Age), che i suoi più alti, l'utopia immaginaria dei supereroi (il Recostruzionismo). Ideologia che riprende sicuramente da un antico trattato di Pico della Mirandola, citato letteralmente in All Star Superman7, e che denota un'enorme fiducia nell'umanità, posta al centro di tutto, e nella potenza delle idee da parte dell'autore.

La narrazione ci riporta alle vicende di Flex Mentallo nel QG della Legione delle Legioni. È interessante notare come la prima vignetta di questa scena ci mostri un'inquadratura in soggettiva rispetto all'Uomo della Luna, come se noi lettori potessimo (o dovessimo) identificarci con lui.
Il nostro villain sembra avere la meglio, ma il Burlone e Flex ribaltano all'ultimo momento la situazione8, rivelando che si tratta di Sage stesso, nella sua versione da adolescente per la precisione. Per questo l'immedesimazione con lui nella prima vignetta, perché Wally è un lettore di fumetti di supereroi come noi e Morrison rintraccia nel suo risentimento per il mondo le motivazioni del suicidio dei supereroi. Frasi uscite dalla sua bocca come "Il lieto fine è per i bambini" o "Non c'è più amore in questo mondo" hanno un sapore tipico degli anni '90 dove i contenuti erano per lo più futili e rimpiazzati da un infinito pessimismo che veniva spacciato per realismo. Infatti "Vuoi far morire tutti perché quando guardi la vita ti rendi conto di quello che ti perdi. Solo un adolescente risentito confondo il realismo con il pessimismo" è il modo con cui il Burlone descrive l'adolescente Sage, Le motivazioni che riusciamo a comprendere di questo pessimismo, e del conseguente sabotaggio dei supereroi, risalgono ad una più infantile paura del mondo esterno (frutto, a livello sociale, della paura della Terza Guerra Mondiale derivata dalla società degli anni '70-'80 che Morrison spiega nel terzo capitolo). Questa morte progressiva è quindi frutto di un rinchiudersi in sé stessi, che è anche il motivo della depressione del Sage adulto che lo porta al suicidio (ricordate il discorso che gli fa la sua ragazza prima di mollarlo?9). Quello che quindi secondo Morrison dovrebbero fare i supereroi, e quello che vuole fare con i suoi fumetti, è dare una speranza per ridare alle persone una fede verso un futuro migliore. Questo è quello che Flex decide di fare con il giovane Sage e che ridà speranza al Sage adulto che si ricorda di avere "una vita fantastica" scegliendo quindi di non suicidarsi scegliendo e di prendere le M&Ms anziché le droghe (la linea temporale viene quindi modificata). L'Uomo della Luna scopriamo essere nient'altro che la lampada che il piccolo Wally aveva in camera da letto. È la "chiave" per la Legione delle Legioni perché permette appunto al bambino di poter leggere le loro storie a fumetti alimentando il loro mito.


Wally, finalmente tornato a credere nei supereroi, è pronto a vivere la vita e a dire alla sua ragazza che la ama. Subito dopo aver scoperto che il suo interlocutore al telefono era proprio il Fatto, che si riconferma eroe di questa storia tanto quanto Flex (se non di più), torniamo per l'ultima volta nel QG della Legione delle Legioni. Lì, il Mentallium Nero è diventato un diamante, buon auspicio per la nuova Età degli Eroi che Morrison ha voluto rappresentare con quest'ultimo capitolo, e la scena si conclude, ovviamente, con una dichiarazione di speranza totale prima del congedo di Flex, che torna ad essere un fumetto di finzione. Ricompare il cruciverba e Wally, essendo pronto per il passo successivo, ne completa agevolmente l'ultima parola che si rivela essere "Shaman" (molto simile a quella che il racconto inizialmente sembrava suggerire, ovvero "Shazam").
Uno sciamano è colui che riesce a mediare tra due mondi. Nella tradizione, è ovviamente tra il mondo terreno e quello ultraterreno. Qui ovviamente i due mondi sono quello terreno e quello dell'immaginario, unico modo per far progredire l'umanità (e il mondo dei fumetti).

"Aiutateci", mi disse. "Aiutateci a ricostruire nel vostro mondo le scintillanti torri di Neutropolis, i cupi canyon di Satellite City, l'orfanotrofio di Farville, le piazze e le monorotaie di Archway City. Abbattate le barriere tra il reale e l'immaginario."

"Credi ai supereroi? Immagina che esistono davvero. Immagina la tecnologia... l'impatto della loro cultura sulla nostra... Sognatroni e Scarpe esplosive, Tute Paraspaziali e Omniscopi... immagina la musica che potremmo fare... Ultrasuoni... Ultrasuoni..."

Prontamente il nostro protagonista pronuncia la parola, mettendo in moto infine il completamento della missione di Nanoman e Minimiss, trasformandosi e riportando, finalmente, i supereroi nel mondo. Quest'ultimi appaiono come burla finale del Burlone che fa credere alla ragazza di Wally di vedere i supereroi tornare sulla Terra. Come già detto precedentemente, il Burlone è una proiezione del Morrison nel ruolo di sceneggiatore. Ne consegue quindi che questo fumetto è la sua personale burla per farci credere nei supereroi. Ci ricolleghiamo quindi ad un ultimo tassello fondamentale: l'ultima tessera del Fatto è "Il pesce è stato cambiato più volte dell'acqua." Si riferisce allo stratagemma dell'Ispettore per non gettare nello sconforto la sua morente moglie affezionata al vecchio pesce. Un inganno in piena regola, ma un inganno mosso a fin di bene. Come i fumetti di supereroi, inganni per instillare l'idea di un futuro migliore. Perché anche la bomba "prima di essere una bomba, la bomba era un'idea". E soprattutto perché i Supereroi saranno pure finti come la lunga vita del pesciolino rosso, ma lo stupore e la speranza della ragazza di Wally nell'ultima vignetta sono genuini.

Spero di aver esaurito il più possibile i vostri dubbi su quest'opera. Fatemi sapere nei commenti se la vostra interpretazione diverge in qualche punto o se avete qualcosa che non vi è completamente chiaro. Non sono Grant Morrison, ma instaurare discussioni aiuta sempre ad una maggiore comprensione. Visto l'enorme mole di lavoro che ha comportato scrivere questa lunghissima analisi, mi farebbe molto piacere se la condivideste dove potrebbe essere utile (se l'avete ritenuta utile, ovviamente). In più, se non l'avete già fatto, mettete like alla pagina Facebook del blog. Alla prossima!

Note:

1. In molte culture, inutile dirlo, l'Uovo è simbolo di nascita, sia della vita che dell'universo stesso.

2. Prima di svariate mie riflessioni molto personali. L'indagare di Flex Mentallo, e in generale l'avanzare della storia, è caratterizzato da questo movimento confuso per libere associazioni. Questo metodo fu inventato da Freud come psicanalisi del subconscio, le cui scoperte furono una delle basi su cui venne costruito il movimento letterario inglese del Modernismo all'inizio del '900. Un'altra delle teorie che caratterizzò il Modernismo è quella della differenza tra tempo oggettivo e soggettivo di Bergson. Il fumetto di Morrison è per lo più ambientato nella mente del protagonista e caratterizzato da divagazioni e da un'enorme dilatarsi del tempo soggettivo. Per me, l'influenza dalle opere Moderniste è abbastanza palese.

3. Ce lo svela Morrison in Supergods, pubblicato dalla Bao Publishing in Italia. Trattasi di un libro a metà tra il Saggio sui supereroi e una Autobiografia di Grant Morrison. È molto interessante e, soprattutto, molto utile per capire appieno quest'autore molto complesso.

4. Altra mia riflessione riguarda parte dell'abbigliamento del Fatto. Avete notato come, sotto l'impermeabile e la maschera di chiare origini Ditkiane, il Fatto indossi dei vestiti molto simili a quelli di Wally adulto? Essendo Wally autore dei fumetti di Flex e del Fatto e quindi motore di tutti gli eventi, si potrebbe dire che il Fatto non sia altro che Wally che chiede aiuto a Flex per salvarlo da sé stesso.

5. Inutile dire che il mio riassunto è un iper-condensato di quasi 100 anni di storia. Approfondite da voi l'argomento, è molto interessante ed utile per comprendere meglio i supereroi e le loro opere più importanti. Il libro Supergods di Morrison che vi ho consigliato in una nota precedente è molto valido, ma se cercate su internet troverete molte altre alternative.

6.


"Carcassa di cane nel vicolo stamattina..."

7.  Cito testualmente dal De Hominis Dignitate:

E così accolse l’uomo come opera di natura non definita, lo pose nel cuore dell’universo e così gli parlò: «O Adamo, non ti ho dato né una sede determinata, né un aspetto tuo particolare, né alcuna prerogativa a te solo peculiare, perché quella sede, quell’aspetto, quella prerogativa che tu desidererai, tu te le conquisti e le mantenga secondo la tua volontà e il tuo giudizio. La natura degli altri esseri, stabilita una volta per sempre, è costretta entro leggi da me fissate in precedenza. Tu invece, da nessun angusto limite costretto, determinerai da te la tua natura secondo la tua libera volontà, nel cui potere ti ho posto.Ti ho messo al centro del mondo perché di lì più agevolmente tu possa vedere, guardandoti intorno, tutto quello che nel mondo esiste. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché tu, come se di te stesso fossi il libero e sovrano creatore, ti plasmi da te secondo la forma che preferisci. Tu potrai degenerare abbassandoti sino agli esseri inferiori che sono i bruti, oppure, seguendo l’impulso del tuo animo, rigenerarti elevandoti agli spiriti maggiori che sono divini»

Pico Della Mirandola in All Star Superman #10:


8. Molto simbolico il fatto che l'Ispettore, simbolo del realismo sfociato nel pessimismo nei fumetti, stesse per suicidarsi costretto da Wally. Simbolico anche come a salvarlo siano il Burlone e Flex Mentallo, rispettivamente sceneggiatore (in riferimento al discorso fumetti/burla del finale dell'analisi) e personaggio di fantasia. L'immaginazione che dona speranza dove il pessimismo ha fallito. Ma il fatto che l'Ispettore rimanga in vita e attenda con Flex la salvezza è forse un indizio che il realismo non va cancellato dalle storie, ma solo amalgamato con la fantasia.

9. 

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