05/03/16

Grandi Classici Disney 2 - Paperodissea, l'Artista Vagabondo e altre storie...


Dato il successo (per i miei standard) del primo articolo, ho deciso di continuare questa rubrica sul neonato rilancio dei Grandi Classici Disney in cui recensisco l'indice delle storie mese per mese in modo da poter essere utile a chi non ha intenzione di acquistarne tutti i numeri. Anche questo mese abbiamo un inventario ricco di belle storie!


Il volume si apre con "Topolino e l'Artista Vagabondo" del 1994, la più recente del volume, che porta i testi di Carlo Panaro e i disegni di Romano Scarpa. Partendo da un'ottimo spunto sociale, il problema dei senzatetto, la trama di questa storia si dipana in due capitoli ben congegnati dal ritmo incalzante e dallo sviluppo per nulla banale. I protagonisti vengono descritti in modo molto umano per gli standard Disney, soprattutto il personaggio qui introdotto del vagabondo. Un'ottima storia supportata dalle ottime matite di Romano Scarpa che dedica agli sfondi la stessa cura dei personaggi curando delle tavole visivamente belle e ricche di particolari.


Dopo il volume scorso che ci presentava le prime storie di Paperoga in America, in questo numero troviamo le storie che hanno tentato, con successo, di introdurre il personaggio nella scena italiana. "Paperino e il singhiozzo a martello" e "Paperino e... il piede sinistro" sono entrambe frutto della coppia di fratelli Barosso (Abramo ai soggetti, Giampaolo alle sceneggiature) per i testi, mentre per i disegni abbiamo nella prima l'incredibile coppia Giorgio Cavazzano - Romano Scarpa mentre nella seconda abbiamo un altro pezzo da novanta, ovvero Massimo De Vita. Sono storie molto semplici e brevi in cui il susseguirsi di gag è dato dall'affiatato concatenarsi dell'ingenuo delirio di Paperoga e la sfortuna del suscettibile Paperino. Targate entrambe 1967, sono molto ben disegnate entrambe (impossibile il contrario, visto il trittico di disegnatori!) e ci presentano un Paperoga molto più irritante e stupido rispetto alla figura a cui siamo abituati oggi, che è stata rifinita in un personaggio stralunato abbastanza diverso.


Prima superstar dell'albo è una storia d'oltreoceano risalente al 1958, testi di Carl Fallberg per le matite di Tony Strobl accompagnate dalle chine di John Liggera. "Topolino & C. nel West" è una particolare storia che cala i protagonisti dell'universo Disneyano nei panni di una delle tante congregazioni di persone partite in cerca di fortuna nell'Ovest dell'America alla fine dell'800. Rimanendo fedeli alla realtà storica, al centro delle loro disavventure c'è il conflitto con gli Indiani che abitavano quelle zone che porterà a scontri tra due parti di cui nessuna delle due appartiene completamente al torto o alla ragione. Ricorda molto uno dei topos narrativi più caro a Goscinny che utilizzerà spesso nel suo mai troppo celebrato Lucky Luke realizzato in coppia con Morris.
Particolarità molto interessante della storia è la compresenza di Paperi e Topi, sia Paperino che Topolino (assieme allo strampalato Pippo) sono alla guida della divertente congrega e Fallberg è stato bravo a ben caratterizzare i personaggi portando a galla le dovute differenze. Buoni i disegni, anche se le tavole sono forse troppo fitte di dialoghi, in pieno accordo con l'epoca in cui è stata realizzata, e forse potrebbe risultare un po' pesante.


Seconda superstar dell'albo è l'americana "Ben Beniamino!" del 1954 per i testi di Del Connell e Al Hubbard. La storia è un adattamento a fumetti del Cortometraggio Disney "Il Mio Amico Ben" e segue le avventure di un topolino, Amos, che secondo gli sceneggiatori è stato la vera fonte del successo di Benjamin Franklin. È una storiella molto leggera che ripercorre alcuni momenti della vita di Benjamin Franklin ma che, personalmente, non mi ha detto nulla. Carina l'idea, ma resta una storia educativa che non racconta nulla. Molto carini i disegni, lo stile è più affine a quello dell'animazione Disney ambientate fuori dall'Universo dei Paperi e dei Topi e rende molto piacevole la lettura.

Ultima superstar dell'albo è, finalmente, un'italiana. "Paperodissea" (1961) di Guido Martina (testi) e Pier Lorenzo De Vita (disegni) prende in prestito alcuni dei punti importanti dell'Odissea omerica (la fine della guerra, il viaggio per il ritorno, la patria invasa dal nemico...) e li rielabora in un contesto americano e più moderno. Ambientata alla fine di una specie di parodia della Guerra di Secessione, racconta delle disavventure di Paperino nel tentativo di tornare a casa e di quelle della sua famiglia, ospite di Nonna Papera alla fattoria, che è costretta a subire le angherie di Gastone. È una storia molto interessante sotto molti punti di vista. Innanzitutto l'intreccio riesce perfettamente a rievocare l'opera originale senza però copiarla né stravolgerla, in più offre degli spunti sui personaggi molto più "adulti" di quel che ci aspetta. Gastone, ad esempio, più che essere un molto fortunato antipatico si trasforma in un villain a tutto tondo complice di macchinazioni e ricatti di un certo spessore. Allo stesso tempo, Paperino, colui che viene definito "eroe", si presenta come un profittatore con il vizio molto radicato del gioco d'azzardo che causerà molti problemi e dolori alla sua famiglia. Da leggere assolutamente!


Sempre Guido Martina è l'autore dei testi della storia successiva, "Paperino e l'imprevedibile Paper-Kanguro", accompagnato dai disegni di Luciano Bottaro. Questa storiella comica del 1978 ci racconta delle disavventure che seguono ad una forte botta in testa capitata a Zio Paperone. Nella sua brevità, riesce ad essere molto divertente con gag fisiche e non che hanno come base un certo non-sense da cui scaturisce l'aggettivo "imprevedibile" del titolo. Le storie comiche inserite in questa collana sono sempre fantastiche e inaspettate.


Chiude il volume "Zio Paperone e la balena a pois rosa" con i testi di Giacomo Dalmasso per le fantastiche matite di Giovan Battista Carpi. Come un novello Capitano Achab, Zio Paperone si fa convincere dai nipotini a tentare di catturare la balena a pois rosa per poterla vendere all'acquario per 50.000 dollari. Ovviamente, a mettergli i bastoni tra le ruote ci sarà Rockerduck. Se questa storia fosse stata scritta al giorno d'oggi, il soggetto starebbe stato utilizzato per architettare una storia d'ampio respiro che riecheggiasse le avventure Barksiane. Ma, essendo del 1965, si tratta invece di una storia comica in cui la fa da padrone un'ultra-dinamicità che non le dà il tempo di fermarsi un attimo concatenando una lunga sequenza di ribaltamenti della situazione iniziale decisamente ilare.

Anche questo mese ho raccolto qualcuna di quelle simpatiche vignette dei fumetti Disney con un certo di numero di anni sulle spalle che, se decontestualizzate, appaiono ambigue e stranamente più divertenti del normale. In questo secondo numero ne ho trovate meno rispetto al precedente, se ne avete trovate altre linkatele nei commenti!

Qui che tenta l'ascesa all'eredità di Paperone
WWE Smackdown
Cosa?
Concludo il post augurandomi che vi sia stato utile, o comunque di vostro interesse. Fatemi sapere nei commenti se l'articolo e il volume vi sono piaciuti! Infine, vi ricordo di mettere Mi Piace alla pagina FB del Blog per rimanere aggiornati su tutti i nuovi post!

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...