05/02/16

Grandi Classici Disney 1 - L'Inferno di Topolino, Pippo contro Pippo e altre storie...


Chiusasi con il 350, la testata "i Grandi Classici Disney" riparte dal numero 1 con una nuova grafica di copertina e sempre tante, fantastiche, storie ripescate dal passato del panorama fumettistico Disney mondiale (quindi, non solo Disney Italia). La mia idea era di farne una piccola rubrica e di commentare insieme, volta per volta, tutte le storie riproposte, sia per farvi sapere il mio parere sia magari per aiutare chi non ha intenzione di prendere ogni singolo numero.


Apre l'albo la seconda storia più recente di quelle proposte (di pochissimi mesi dopo "L'inferno di Paperino" che chiude il volume!), Paperino e il matrimonio di Reginella firmata ai testi da Rodolfo Cimino per le matite di Giorgio Cavazzano. È una storia dalla peculiare ambientazione, è infatti in totale e piena regola un fantasy ma che, anziché svolgersi nel medioevo, si svolge nello spazio. Paperino si ritrova ultima speranza del pianeta Pacificus e del suo sovrano Reginella. Assedi, schiavitù, scontri tra violenti e pacifisti sono la base di questa storia divertente e dagli elementi fantastici. Seppur la storia è datata Dicembre 1987, il tratto di Cavazzano risulta assolutamente moderno e simile a quello della sua recente maturità.


Pippo contro Pippo è la seconda storia del volume: interamente firmata da Romano Scarpa (con le chine di Cavazzano), è una variazione sul tema del nemico dai poteri camaleontici. Topolino e Pippo si ritrovano alle calcagna di Fred Senzafaccia e Scarpa lo sfrutta per premere l'acceleratore ovviamente su Pippo e le sue stramberie. Una piccola storia che si lascia leggere con tranquillità.



Le due successive sono entrambe firmate Dick Kinney e sono rispettivamente Paperino sui campi di neve e Paperoga e il risveglio dal letargo. Primo autore straniero presente sul volume e sul rilancio della collana, è un nome che molto probabilmente non dirà nulla ai più ma che in realtà è molto importante nella storia Disney. Kinney è inventore infatti di Paperoga e altri personaggi (tra cui Malachia, il gatto di Paperino che compare nella seconda storia, e Dinamite Blabla) e sceneggiatore contemporaneo a Barks.
Kinney è un autore che predilige la comicità all'avventura, come ben dimostrato dalle due storie qui presentate (entrambe datate 1968) ed entrambe per protagonisti Paperino e Paperoga. La prima è una storia di sole gag slapstick mentre la seconda comincia con un piccolo mistero surreale dai risvolti comici, ma che si risolve anch'essa in una veloce sequela di gag. Sono due storie piccole, simpatiche e dallo stile diverso a quello a cui è abituato chi legge la Disney a fumetti moderna. Il Paperoga delle origini, più che un personaggio completamente stralunato, appare come un disattento pasticcione utile per le molteplici gag fisiche. Si sente molto che Kinney, come Carl Barks, proviene dai cortometraggio animati e non è nato come fumettista per le gag esclusivamente visive. Infine, piccolo commento sui disegni. La prima storia ha le matite di Pete Alvarado che, tra sfondi anonimi e personaggi statici, non mi hanno fatto impazzire. Migliore la seconda con Phil DeLara, che rientra negli standard dell'epoca.

Entriamo nel meglio dell'albo con l'ormai famosissimo Inferno di Topolino. Un racconto d'importanza storica, sia perché fu il primo a venir pubblicato su Topolino Libretto (il Topolino come lo conosciamo oggi, successore del Topolino Giornale) nel lontano 1949 e sia perché fu la storia che diede il via al filone delle "Parodie Disney" che continua ancora oggi con storie illustri come le recenti incentrate su Moby Dick e Dr. Jekyll e Mr. Hyde. I testi di Guido Martina guidano il viaggio di Topolino e Pippo, rispettivamente Dante e Virgilio, in un inferno popolato da dannati e personaggi Disney in cerca di redenzione. Grande peculiarità della storia è come ogni vignetta venga descritta da una o più terzine in rima alternata scritte appositamente dal genio di Martina.
I versi in rima descrivono quindi con toni tragicomici la divertente avventura di Topolino e Pippo in un inferno un po' differente dall'originale. Vi ritroviamo innanzitutto molti personaggi Disney, legati più all'animazione che al mondo del fumetto (Dumbo, Pisolo, i Tre Porcellini...) e pene leggermente differenti. Ad affiancare i dannati più iconici della Commedia (le cui pene sono state comunque reinventate), abbiamo inoltre peccati e dannati più "vicini" ai giovani lettori. Martina colloca all'inferno anche maestri troppo severi e studenti imbroglioni, dando spazio quindi a gironi più attuali, affiancati da piccole punte di satira attraverso la collocazione di dannati che riflettono vizi moderni che stavano emergendo nel Dopoguerra (il girone di chi scommette sempre ne è esemplare).
Tutta questa inventiva di Martina viene messa su carta dalle matite di Angelo Bioletto che crea un giusto misto tra un registro dell'orrore e uno più comico, non tradendo troppo né l'opera originale né l'universo del riadattamento.
Fantastico il finale che vede la comparsa di Dante in persona.

Storia straniera di cui curiosamente non viene indicato lo sceneggiatore, Paperino & Nipoti in La Musica Diabolica è una divertente storia breve sulla diffusione del Rock'n'roll tra i giovani (è datata 1957) e dell'impatto che aveva sullo scontro generazionale tra adulti e adolescenti. I Nipotini sono in fissa con Melvis Pressbee (non devo mica dirvi a chi si riferisce il nome?) ma Paperino non sopporta quella musica che considera solo rumore. Carine le matite di John Strobl con le chine di John Liggera per una storia semplice ma efficacemente simpatica.

Ultima storia straniera dell'albo, in Topolino e i Diabolici Incendiari il nostro eroico topo, aiutato dall'amico di sempre Pippo, si ritrova ad indagare in trasferta su un caso di piromania per aiutare il cugino di Basettoni, lo sceriffo di Valle Amena (simpatico nome). Sebbene l'iniziale impostazione da giallo, la storia di Carl Fallberg si trasforma subito in una successione frenetica di fughe e inseguimenti che tra imbranati criminali e il solito strambo Pippo porta facili risate. Molto belli i disegni di Paul Murry, con alcuni sfondi molto dettagliati per gli standard dei suoi contemporanei (questa è targata 1958).

Chiude l'albo la storia più recente del volume (targata Aprile 1987, vince di alcuni mesi su Paperino e il Matrimonio di Reginella!) l'italiana L'inferno di Paperino. Sebbene il tema di fondo simile alla storia di Martina, il racconto scritto e disegnato da Giulio Chierchini (con l'aiuto per la verseggiatura di Massimo Marconi) è una variazione abbastanza differente della parodia. Protagonista è un povero Paperino che, esasperato dai vizi e dai problemi dell'uomo moderno, si allontana dalla confusione cittadina in cerca di pace e durante la lettura in viaggio della Divina Commedia, si addormenta e sogna il suo personale viaggio nell'Inferno dantesco guidato da Archimede. Anche qui, le vignette sono accompagnate da terzine in rima alternata ma la mole di testo è di gran lunga inferiore dando una svecchiata più performante all'originale idea di Martina. Inoltre, l'elemento comico viene completamente meno lasciando il posto ad un sentimento dell'inquieto, della rivalsa e dell'onirico. Ovviamente, ci si concentra sul maledire tutti i vizi e peccati presentati ad inizio albo in una sorta di rivincita per l'uomo moderno sulla società. Bellissimo lo stile visivo, che acquisisce, come già detto, un tono più onirico sia per le colorazioni che per l'ampio uso di splash page larghe e basse. Sebbene l'idea iniziale potesse sembrare un inutile rifacimento, la realizzazione di questa storia è ottima e meritevole di stare nello stesso albo con l'originale di Martina.


Se c'è una cosa che adoro nel leggere le storie d'epoca, Disney e non, è vedere la diversa ingenuità presente nelle varie scene e di come, decontestualizzate, possano sembrare ambigue. Su Facebook esistono varie pagine che se ne occupano, ma ho voluto comunque raccoglierne qualcuna trovata in quest'albo qui sotto. Fatemi vedere nei commenti se ne avete trovate altre!

Tra il tagliente sarcasmo di Topolino e
l'evidente follia anarchica di Pippo che si diverte
a bruciare le banconote, non so su cosa porre l'accento.
"Guarda come ci da' dentro!"? Che sia arrivata la pubertà in casa di Paperino?
Pippo, non si fa...
Siamo tutti preoccupati sulla natura di questi "pesci".
Pippo infame.
Concludo qui il post. Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi piacerebbe un post del genere tutti i mesi per ogni uscita e come vi è sembrato questo nei commenti! Vi ricordo inoltre di mettere un mi piace alla pagina Facebook del blog per rimanere aggiornati su tutti i nuovi articoli!

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Non so a quali ti riferisci, non avendo le storie in originale non so se ci siano state censure o meno, ma non penso.

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    2. Leggi qua http://www.papersera.net/cgi-bin/yabb/YaBB.cgi?num=1453535621/0 , han messo una versione rimaneggiata dell'Inferno di Topolino.

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    3. Grazie per la segnalazione, non ne ero a conoscenza. È un peccato, soprattutto per i puristi.

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