14/01/16

Zenith: Fase Uno - Grant Morrison, il decostruzionismo e il Punk Rock


Seguendo la scia di Miracleman e dei grandi ritorni delle prime opere di famosi autori britannici, la Panini Comics ha pubblicato in 4 volumi "Zenith", quello che praticamente rappresenta il vero debutto di Grant Morrison nel mondo dei comics mainstream.

Pubblicato a puntate sulla rivista 2000 A.D., Zenith è la storia (e il nome) dell'ultimo superumano della Terra, un 19enne britannico figlio di due supereroi scomparsi che passa le giornate tra feste e inaugurazioni mentre sfonda come frizzante rockstar.
Il mondo in cui si muove è un universo parallelo al nostro in cui i superumani sono esistiti fin dalla Seconda Guerra Mondiale e gli Alleati hanno vinto grazie all'utilizzo dell'atomica su Berlino da parte degli USA.

Nato nella seconda metà degli anni 80, Zenith è sicuramente il tentativo (riuscito) di Morrison di venire alla ribalta seguendo l'ormai asfaltata strada del decostruzionismo attuata da autori di fama mondiale come Frank Miller e Alan Moore. Proprio da quest'ultimo sembra prendere più ispirazione, in Zenith i supereroi sono scomparsi, morti o ubriachi che han perso i loro poteri. L'atmosfera richiama molto Miracleman, sia per genesi di questi eroi che per la loro decadenza, ma ne prende le distanze nel momento in cui sceglie di mostrare un mondo che già conosce i supereroi e ne è abituato, almeno culturalmente.

Son fumetti britannici, l'ambientazione è ovviamente Londra.

Non Dei nel mondo reale quindi, ma uomini del mondo reale con superpoteri. Zenith è un normale 19enne, in fissa con la musica e cresciuto senza alcuna battaglia da combattere, che si ritrova catapultato in una missione per salvare, ancora una volta, il mondo dai nazisti.

Pur essendo una delle prime opere dell'autore britannico, vi è possibile ritrovare il seme di tutti i temi a lui cari. Dall'occulto, agli alieni, alle dimensioni superiori e i Beatles(/la musica rock), in Zenith c'è buona parte di quello che sarà Morrison dopo. Ciò nonostante, si tratta di un'opera molto più semplice e lineare, caratteristica dovuta anche dalla serializzazione originale. Venendo pubblicata 5 pagine alla volta su 2000 AD, l'autore scozzese fu obbligato a donare all'opera un ritmo concitato. Per questo la trama è sempre in movimento, con dialoghi e situazioni che catalizzano continuamente l'attenzione del lettore. Il fumetto non ne però risente, la storia non sembra tirata via e riesce comunque a prendersi i suoi momenti.



Mentre il fantastico design del protagonista è opera di McCarthy (prima o poi vi parlerò di qualche sua opera), i disegni sono di Steve Yeowell, un artista che non ho mai apprezzato molto e dal tratto molto scarno, a mio parere. L'opera rimane comunque godibile grazie alle frizzanti sceneggiature di Morrison che mette in scena una storia lineare ma ricca di belle idee. Purtroppo l'edizione Panini costicchia un po', ma se siete appassionati dell'autore scozzese non ne rimarrete delusi!
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