19/01/16

Parole sparse su Marvel's Jessica Jones


Secondo telefilm dell'accordo Marvel Studios - Netflix, Jessica Jones porta su schermo le storie di Brian Michael Bendis sull'omonimo personaggio nella prima collana nata sotto l'etichetta MAX (in cui vennero racchiuse tutte le serie di stampo fortemente adulto nei contenuti, tra cui il famosissimo Punitore di Garth Ennis).


Nonostante l'ambientazione sia la medesima, l'ambiente più urbano di New York, Jessica Jones è molto lontana da Daredevil (l'altra serie Marvel-Netflix) nell'impostazione ed ha una fisionomia tutta sua. Il primo elemento di differenza che risalta è la presenza costante del giorno. Il personaggio interpretato da Krysten Ritter non è e non vuole essere un supereroe, trattasi invece di una donna adulta che tenta di sbancare il lunario con il mestiere di investigatrice privata. La dicotomia vita privata/supereroe è completamente assente a favore di un personaggio a tutto tondo e moderno, in cerca di una stabilità nella propria vita e lontana dalla voglia da scavezzacollo di buttarsi nelle situazioni in pericolo tipica di tanti altri personaggi dei Comics (scavezzacollo è proprio la traduzione letterale di Daredevil).


Difficile parlarvi della trama di Jessica Jones senza cadere in spoiler azzardati, mi limiterò quindi ad accennarvi l'incipit e le tematiche che vi ruotano attorno. Le vicende a cui attorno ruotano questi 13 episodi della prima stagione coinvolgono una donna in costante fuga da un drammatico passato, non ancora del tutto metabolizzato, e quel che accade quando questo passato torna a bussarle alla porta.

Jessica Jones è una serie che pone al centro le donne come raramente viene fatto. In un moto di controcultura, cinema e affini ci sta ponendo davanti allo stereotipo della donna forte, un tosto concentrato di estrogeni che non piange mai e non ha bisogno dell'uomo, in netta contrapposizione a quello che per secoli è stato lo stereotipo della damigella in perenne pericolo in una società di uomini. Qui no, non esistono superdonne, non esistono superuomini. Il personaggio interpretato da una fantastica Krysten Ritter è una tosta, una sboccata ubriacona che non ha alcun problema a sporcarsi le mani, ma allo stesso tempo è un personaggio che vive in perenne conflitto con il suo passato e dotata di una buona dose di fragilità nel proprio intimo. Jessica è una donna vera, una donna vera in tutte le sue sfaccettature, come lo sono tutti gli altri personaggi dello show. Esseri umani in carne ed ossa che cadono, si fanno forza e si rialzano.
Le tematiche che pervadono la serie, legando il villain al resto dei comprimari, sono tutte legate ad una materia cara al mondo femminile, ma da cui, come mostra benissimo la serie, nessuno, uomini inclusi, è al sicuro.
La violazione dell'intimo di un individuo è un crimine che si carica di una violenza inaudita. Dallo stupro allo stalking, dalla persecuzione al controllo, trattasi di una cosa da cui è molto difficile riprendersi e uno shock impossibile da dimenticare. Al centro di tutto ciò troviamo il personaggio interpretato magistralmente da David Tennant, un uomo viscido e malato, dalla storia travagliata, capace di atti maligni e subdoli. Un villain complesso, in grado di catturare la scena tanto quanto la protagonista per la caratterizzazione affibbiatagli, che chiude il cerchio in un cast di personaggi molto ben caratterizzati.

A non convincermi pienamente è stato lo sviluppo degli eventi. Sebbene la serie si attesti su livelli molto buoni, è inevitabile la sensazione che il progredire delle vicende si prenda troppo tempo. Una lentezza che è a tratti funzionale al minutaggio dedicato ad ogni personaggio, che non risulta mai abbozzato, ma a tratti allunga troppo la storia che spesso non sembra voler arrivare subito al sodo. La cura tecnica dello show è invece, come ci aveva abituato Daredevil, di ottimo livello e creatrice di alcune sequenze molto memorabili come la tensione data dalla distante presenza del villain in tutto quel che accade nella serie.


A fronte quindi di alcuni sviluppi, mi riferisco sia alla lentezza delle vicende che ad alcune vicende nello specifico, Jessica Jones è una serie che mette in scena dei personaggi molto umani a confronto con la fragilità umana, facendoli muovere e "combattere" in un contesto fortemente noir e psicologico ma poco "super" (non ho infatti mai accennato nulla sui pochi superpoteri che appaiono nella serie, perché sono dei mezzi per mettere in mostra il carattere dei personaggi e non motivi di spettacolarità). Dopo il fantastico Daredevil, Netflix aggiunge quindi un altro tassello all'universo Marvel Studios che merita una visione anche, e soprattutto, da parte dei non-appassionati in cerca di qualcosa di maturo che non sia il solito giocattolone (che, sia chiaro, apprezzo anche) a cui questo Studios ci ha abituato al cinema.

Se avete visto la serie, fatemi sapere cosa invece voi ne pensate e se siete o meno d'accordo con quello che ho scritto nella mia piccola recensione lasciandomi un commento qui sotto. Vi ricordo infine, come al solito, di mettere il mi piace alla pagina FB del Blog per rimanere aggiornati sui prossimi articoli!


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