27/11/15

Morgan Lost - La nuova proposta Bonelli in Bicromia


Letti i primi due numeri di Morgan Lost, ve ne parlo brevemente.
Partiamo da un particolare. La nuova serie Bonelli vince al 100% su un fronte: le copertine.
Sono fortemente caratteristiche e non le solite a cui il fumetto popolare Bonelli ci ha abituato.
La storia contenuta all'interno non è invece innovativa quanto la copertina, ma godibile. In questi primi due numeri, prima e seconda parte della stessa storia, ci viene presentato il nuovo (anti-)eroe e il mondo in cui le sue avventure sono ambientate. 
La nuova testata ideata da Claudio Chiaverotti non spicca sicuramente per l'originalità del suo protagonista: Morgan Lost è un eroe violento, tormentato da incubi passati, che tenta di dare un senso alla sua vita attraverso la lotta al crimine.
Ben più interessante è sicuramente l'ambientazione presentata in questi primi due numeri. Morgan Lost si muove in un universo distopico, gli anni '50 di una dimensione ben diversa dalla nostra. Estremizzando molte tendenze dell'umanità reale, Chiaverotti ci dà l'impronta di una società ormai completamente desensibilizzata, violenta e pronta a trasformare i Serial-Killer in celebrità.

Ad esprimere perfettamente l'atmosfera che si respira in questa fumosa metropoli è il "nuovo" (per Bonelli, ovviamente) artificio grafico che tanto è stato sponsorizzato prima del lancio. La serie sarà, infatti, tutta in bicromia, attraverso l'uso di un rosso che, di vignetta in vignetta sottolinea questo o quel particolare della scena. Un espediente che riflette il peculiare daltonismo del protagonista, ma che è anche metafora di come la serie mischi atmosfere noir con quelle splatter, mettendo in scena investigazioni serrate e violenti omicidi. È una caratteristica sicuramente interessante, sia a livello narrativo (per sottolineare alcuni dettagli) che per dare profondità alle tavole, ma la cui onnipresenza è spesso inutile. A volte l'utilizzo è molto blando o poco ponderato, c'è perché deve esserci.
Questi primi due numeri presentano una storia molto lineare, messa in scena da due disegnatori dal tratto molto classico e simile tra loro, che introduce l'universo di Morgan Lost facendo chiarezza sul suo passato e sul mondo che lo circonda. La trama si lascia seguire con piacere, senza spiccare realmente in nulla se non nella sopracitata ambientazione e atmosfera.
Come si legge dall'editoriale, Morgan Lost non seguirà la recente tendenza delle serie a stagioni che sta prendendo piede in casa Bonelli (Orfani e Lukas) ma sarà una serie regolare con storie autoconclusive. Scelta che non mi entusiasma, soprattutto dopo la recente chiusura di Adam Wild. Resta quindi da vedere solo la qualità media delle storie, sperando che la serie non si affossi dopo pochi numeri.

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1 commento:

  1. Presi anche io questi due primi volumi, il primo meglio del secondo.
    Vero, concordo col fatto che il personaggio non sia (per ora) tutto questo spessore, e che nla vera innovazione è nell'ambientazione ucronica-cinematograficae nell'uso della bicromia.
    Un nuovo Dylan Dog anche come entusiasmo, vedremo dove porterà :)

    Moz-

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