14/09/14

Si Alza il Vento di Hayao Miyazaki


Cala il sipario sulla carriera di uno dei più grandi registi dell'animazione giapponese, Hayao Miyazaki, il quale si congeda con un ultimo film in cui imprime con estrema forza tutto sé stesso. Si Alza Il Vento, questo il nome e leitmotiv di tutta l'opera, è la biografica storia di Jiro Horikoshi, progettista del tanto leggendario quanto sfortunato caccia "Zero" impiegato nell'assalto a Pearl Harbor dal Giappone agli albori della seconda guerra mondiale.


"Quello di volersi librare nel cielo è il sogno dell'umanità.. ma è anche un sogno maledetto."

Quella di Jiro è una vita devota ad uno scopo, la creazione di splendidi aeroplani, a cui fa da sfondo una ricostruzione minuziosa e stupefacente di un'epoca che appare lontanissima. Il Giappone degli anni '20 e '30 è una società che non esiste più, messa in ginocchio dalla Grande depressione del '29 e in seguito influenzata profondamente e irreversibilmente dall'occupazione americana, in cui il fascino delle grandi tradizioni fa da contraltare all'incredibile arretratezza tecnologica rispetto al resto del mondo, aspetto in pieno conflitto con gli obiettivi di Jiro. Conflittualità che si estende anche all'utilizzo che potrebbe venir fatto delle sue creazioni in un periodo in cui una guerra è sempre più cosa certa.


"Quando le foglie degli alberi tremano, significa che il vento sta passando.."

Ma in fondo Jiro vuole solo dar vita al suo sogno, l'utilizzo che ne verrà fatto non ha nulla a che fare con lui. Perché "Le vent se lève!... il faut tenter de vivre!" ovvero "Si alza il vento!.. bisogna tentare di vivere!", come viene ribadito più e più volte nel corso del film. Trattasi di un verso del poema "Le cimetière marin" di Paul Valèry ed è anche l'intera chiave di lettura del film. 
L'ultima opera di Miyazaki è un malinconico invito a vivere nonostante tutto, a cogliere la vita nei momenti di suo massimo splendore e a godere di ogni giorno "come se fosse una grande festa". Non è un caso, infatti, che tutti i momenti chiave della vita del protagonista con la dolce Nahoko siano caratterizzati da costanti folate di vento. Un rapporto di reciproco amore profondo, continuamente attanagliato dall'incombere di un drammatico fato affrontato però a testa alta, con estrema forza d'animo, facendo tesoro di ogni singolo istante assieme.



In giro questo film, per la sua portata malinconica e drammatica ma soprattutto per l'assenza dell'elemento del fantastico (nonostante la presenza di molte scene oniriche), è stato definito il film "meno Miyazakiano di tutti". Impossibile dar loro torto, ma trovo altrettanto difficile non esclamare "È una paradosso!" imitando Honjo, amico del protagonista, quando riflette su molti aspetti dell'epoca. Sì, perché è incredibilmente paradossale poter definire questo film "il meno Miyazakiano" quando è, allo stesso tempo, l'opera in cui Miyazaki ha più impresso la sua persona. La miopia, la devozione al lavoro, l'incredibile passione per il volo e le macchine volanti non sono altro che proiezioni del regista stesso che qui si rivela anche nella sua chiave malinconica e a tratti pessimistica.



"Si Alza Il Vento" è un film intimista e lento, difficile che piaccia a tutti. A me, come avete potuto capire dall'enorme mole di parole che ho speso per descrivervelo e, magari, invogliarvi a vederlo, è piaciuto da impazzire. Sono rimasto affascinato dalla precisione della ricostruzione storica, incantato dalla magia del volo e toccato dalle vicende dei protagonisti. Nahoko in particolare è un personaggio che ho amato. Credo sia una delle donne più forti e fantastiche che Miyazaki abbia mai illustrato, in grado di farsi carico dei suoi problemi per amore del marito, perdutamente innamorato di lei ma allo stesso tempo estremamente devoto al suo sogno e lavoro. Il loro rapporto non occupa una grossa fetta del minutaggio del film ma con poche, semplici scene viene perfettamente definito nella sua incantevole dolcezza. Purtroppo le folate di vento non sono durate a destinare e, come ogni cosa nella vita, sono vittime di una parabola discendente che può concludersi sia nella violenta picchiata di un aereo che nel dolce planare di una foglia in autunno. Uscirete dalla sala con un magone e uno strano senso di pace. Nessun pugno forte allo stomaco, come spesso abituati dalla voglia di stupire del cinema occidentale, bensì il lento deteriorarsi di una ferita che porta ad un finale inevitabile ma che allo stesso tempo lancia l'ultimo, importante appello del regista..

"Devi continuare a vivere!"


P.s.: Non mi sono voluto soffermare nella realizzazione tecnica perché mi pareva superfluo e quasi difficile descrivervi l'immensa meraviglia provata nel guardare questo film. Un'opera tecnicamente e artisticamente splendida, come ben avete potuto vedere dall'alto numero di gif che ho deciso di inserire in questo articolo.

Ovviamente, fatemi sapere la vostra opinione sul film tra i commenti e non dimenticate di mettere Mi Piace alla pagina Facebook del blog se l'articolo vi è piaciuto.. (abbiamo superato da poco i 300 fan!)

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6 commenti:

  1. L'ho visto ieri pomeriggio e sto raccogliendo le idee per scrivere una recensione sensata :D
    È diverso dai classici film di Miyazaki ma trovo che si possano trovare tutti i suoi temi più cari. Anzi, devo dire, fin amplificati ^^

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    1. Questo è stato uno di quei articoli che si è formato nella mia testa praticamente da solo e non vedeva l'ora di uscire.. xD

      Comunque sì, sulla faccenda dei temi concordo con te.

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  2. Credo anche io che questo sia il più miyazakiano dei film di Miyazaki. Dentro c'è tutto l'amore che l'artista ha sempre avuto per l'esistenza. Si alza il vento racchiude tutti i suoi precedenti film. Porco Rosso è la citazione più evidente, ma le altre opere di Miyazaki sono lì a fare capolino di tanto in tanto.

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    1. È più che un testamento, è un lascito totale di sé del maestro Miyazaki.

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  3. Gli ho preferito altri capolavori del sensei, forse perché la passione di Jiro per gli aerei non mi ha coinvolta... ma i suoi sogni meravigliosi e l'altrettanto meraviglioso amore per Nahoko mi hanno commossa oltre ogni dire. Arigato, Sensei!

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    1. Io mi sono letteralmente innamorato delle scene tra lui e Nahoko e mi sono praticamente invaghito di quest'ultima.

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