10/07/14

L'Usuraio e i bassifondi giapponesi


L'Usuraio è il nome di una delle novità Planet Manga di Giugno che sembra però non aver riscosso molto successo sul web, dato che ne ho visto parlare veramente poco. Rimediamo subito.
Edito al prezzo di 4,50 €, L'Usuraio di Shohei Manabe è un seinen dalle vicende crude, attraverso cui l'autore si fa narratore di drammi sociali estremamente realistici, che mostrano il lato marcio della società giapponese.


Mediante una struttura narrativa episodica, ci vengono mostrate le tragiche vicende di figure autodistruttive, elementi improduttivi della società che, nel vano tentativo di rimanere a galla, decidono di rivolgersi all'agenzia di usura del protagonista. Ushijima, questo è il nome del nostro usuraio di fiducia, non ci penserà due volte prima di utilizzare i suoi metodi ai limiti della legalità per sfruttarli e spremerli fino a distruggerli socialmente ed economicamente.

Come già detto in precedenza, le vittime del protagonista sono figure autodistruttive. Personalità malate con una visione distorta della vita e del mondo che li circonda. Scarti della società, dipendenti dal gioco d'azzardo, persone per cui conta solamente apparire.. Tutte persone che non riescono a trovare la forza di prendere le redini della loro vita per dargli un brusco cambio di direzione per migliorarsi. Per questo tutte le loro vicende lasciano con l'amaro in bocca, accentuati dagli aspri commenti del protagonista. Perché, se è vero che è facile provare pena per il modo con cui vengono distrutti da Ushijima, è altrettanto facile provare disprezzo nei loro confronti, perché la fossa se la sono scavata con le proprie mani e l'usuraio ha semplicemente accelerato il loro processo autodistruttivo.

Il tratto di Shohei Manabe non è propriamente il massimo, ma si adatta bene alle atmosfere crude dell'opera e non ne inficia particolarmente la lettura, che, nonostante i temi trattati, risulta molto scorrevole e per niente pesante.

La struttura narrativa, come già accennato prima, è composta da episodi particolari e non sembra intravedersi alcun spiraglio per una trama generale da portare avanti. Parliamo pur sempre di un primo volume, probabilmente le intenzioni dell'autore per la sua opera verranno esplicitate meglio nei successivi dove magari si inizierà ad approfondire il personaggio di Ushijima o ad aggiungere una vicenda portante.

Attualmente l'opera in Giappone conta già di 30 volumi mentre da noi il secondo numero uscirà tra una settimana. Io credo proprio che la continuerò, sperando che la struttura episodica non scada nel noioso.

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7 commenti:

  1. Questo manga mi attirava tantissimo ma la mole di numeri mi ha fatta desistere! ;_;

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    1. Io lo presi senza informarmi e credevo fosse un'opera nuova anche in Giappone. Poi in uno dei capitoli compare un GameCube e allora mi è venuto il dubbio "Ma di che anno è 'sto manga?". Vado su Animeclick e vedo che va avanti dal 2004 con 30 numeri all'attivo e ci rimango scioccato xD

      Se continua a prendermi così lo prendo tutto, altrimenti droppo.

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    2. ..poi fai sapere com'è in seguito.. se non diventa noioso e viene concluso, magari lo recupero.. :p
      La storia mi intriga!

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  2. Preso ma non ancora letto: mi è piaciuta molto la tua recensione e mi ha stimolato a leggere questo primo numero quanto prima! (anche se la "pila degli arretrati" ha oramai raggiunto dimensioni pericolose! ^^).
    Devo confessare che il tipo di segno, nervoso e non troppo "tecnico", di Shohei Manabe mi attrae molto, probabilmente per la mia passione per i disegni "disordinati" che mi ricordano un po' le opere underground...
    Complimenti per l'articolo, ti seguo sempre con molto piacere :-)
    Orlando

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  3. A me ispira tantissimo (adoro i seinen, specialmente quelli un po' crudi) ma ho già troppe serie aperte e trenta volumi mi fanno un po' paura. Magari aspetto che ne siano usciti un pacco e poi faccio un recuperone (sperando magari in una buona offerta) :D

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  4. Lo sto leggendo mi sta piacendo tantissimo, nell'ultimo volume mi è salita una depressione, più che altro mi ha fatta riflettere su quanto fa schifo l'umanità e fino a che punto si può arrivare. Che schifo il materialismo.

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    1. Il numero 2 è stato proprio un circolino di violenza concentrata su una singola persona che non aveva niente e che, nonostante i beni materiali raggiunti, ha continuato a non avere niente fino alla fine. Non vedo l'ora di sapere come si concluderà la vicenda!

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