22/07/14

Il significato dello scrivere "Supereroi d'Autore"


Scrivo questo piccolo post giusto per condividere questa cosa con voi (e anche per ravvivare il blog dimostrandovi che non sono morto, ma semplicemente impegnato).

Leggendo l'inizio della saga di Grant Morrison su Batman & Robin ho trovato un discorso che fa Alfred a Batman che mi è rimasto particolarmente impresso. In realtà non è nulla di troppo complicato, anzi esprime un concetto molto semplice, ma trovo che in esso si racchiuda l'intero significato della scrittura "d'autore" di un personaggio seriale non di propria invenzione.

Non so se si possano ancora chiamare spoiler queste informazioni, ma comunque sia vi avverto comunque. Ci sono spoiler sulla gestione di Morrison su Batman precedente al reboot (parliamo di storie del 2009 e precedenti).

Prima di tutto bisogna contestualizzare il tutto. Dopo gli eventi di "Crisi Finale" e "Battaglia per il mantello" ci ritroviamo con il Dinamico Duo reincarnatosi nella coppia formata da Dick Grayson, ex-Nightwing e ora nuovo Batman, e Damian Wayne, figlio del defunto Bruce Wayne e sostituto di Tim Drake nei panni di Robin. Dopo la lunga cavalcata celebrativa della gestione di Morrison su Batman conclusasi con "Batman R.I.P.", il nostro scozzese cambia qui completamente atmosfere attraverso storie più old-style definendo lui stesso questa serie "Il telefilm di Batman degli anni '60 come se lo avesse diretto Lynch".

Esplorando il rapporto tra Dick e Damian ne viene fuori che quest'ultimo disprezza il tentativo di imitare il suo predecessore in tutto per tutto, risultandone uno "scimmiottamento", provocando l'ira del giovane ribelle. Alfred allora interviene parlando con Dick spiegandogli che il suo compito non è quello di omaggiare o di onorare Bruce ma quello di dare un seguito alla sua missione.


Essendo stato Alfred un attore, il nostro maggiordomo paragona il suo compito ad una performance teatrale. Quello di Batman è un ruolo da interpretare che Dick deve condurre a suo modo, puntando sui propri punti di forza e mostrando quindi la propria versione dell'Uomo Pipistrello, e non una copia sbiadita dell'interpretazione di qualcun altro. Questo concetto può essere applicato alla definizione di "Supereroi d'Autore" e facilmente accostato all'idea di supereroe propria di casa DC Comics, dove la simbolicità della maschera acquisisce più rilevanza di chi la indossa (quanti supereroi principali hanno avuto più di un'identità segreta? Quanti Flash ci sono stati?), ma con i dovuti accorgimenti è possibile estenderlo a tutte le produzioni seriali dove più autori si avvicendano su uno stesso personaggio.

Ogni autore deve dare la propria interpretazione del personaggio, e del suo universo, senza risultare una mera imitazione dei propri autori precedenti svolgendo il mero compitino di scrivere "storielle". Perché parliamo de "Il Batman di Morrison" o de "Lo Spider-Man di Straczynsky" o ancora "Il Daredevil di Miller"? Perché questi autori hanno saputo dare una propria interpretazione ai personaggi così bella da lasciare una forte impronta nella loro carriera di supereroi. E non importa se le loro storie vengono intaccate più avanti da reboot, retcon o rilanci perché quelle storie rimarranno per sempre impresse in noi lettori e non perderanno mai la loro forza.

È facile che abbiate trovato questo articolo facile e scontato, ma ho voluto comunque condividere con voi queste piccole riflessioni suscitate dopo la lettura di quel particolare passaggio. Se volete approfondire la storia da cui è tratto, trovate facilmente su Amazon il volume in Italiano che la contiene ad un ottimo prezzo. Se volete spendere ancora meno, la versione brossurata inglese costa veramente poco.

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