12/06/14

The Seven Deadly Sins e il piacere di leggere gli Shonen Fantasy


Novità Star Comics di cui non mi importava una cippalippa, The Seven Deadly Sins è diventato, dopo solo due numeri, una delle serie di cui più attendo ogni uscita.
Calati in un'ambientazione fantasy-medievale, i protagonisti, Meliodas, Elizabeth e il maialino Hawk, viaggiano alla ricerca dei sette cavalieri fuorilegge che danno il nome all'opera. Un po' Dai la Grande Avventura, un po' Dragon Ball, questo The Seven Deadly Sins non sfugge agli stilemi dei Battle Shonen più blasonati. Il protagonista scanzonato e fortissimo, un viaggio, buoni sentimenti, siparietti comici e donne formose ma, nonostante ciò, riesce a risultare fresco e godibilissimo. Perché?


Innanzitutto la trama. Spesso, il tema della ricerca, in questo tipo di opere, viene sfruttato come escamotage per poter allungare la storia infarcendola di eventi episodici o intere saghe d'intermezzo che interrompono le vicende principali (Davy Back Fight anyone?). In questi due numeri invece, la trama di The Seven Deadly Sins è avanzata spedita senza perdersi in troppi fronzoli (l'unica side-story presentata non è stata un granché ma si è rivelata subito dopo importante per la trama principale) e l'autore ha introdotto con armonia alcuni misteri che verranno svelati con il procedere del manga. Le vicende non sono niente di troppo originale ma prendono e non offrono nulla di troppo "già visto".

I personaggi hanno tutti, chi più e chi meno, una buona caratterizzazione di base che sta venendo snocciolata con il proseguire per la storia. Visivamente sono tutti ottimamente caratterizzati, grazie all'ottimo character design di Nakaba Suzuki che deve parecchio ad Akira Toriyama. Già qualche personaggio ricco di carisma c'è e conto sul fatto che aumenteranno. Una pecca risiede forse negli antagonisti finora presentati. Tutti poco carismatici o comunque facili da ricordare, forse anche complice l'esagerata forza dei protagonisti che li smonta subito rendendo vano qualsiasi tentativo di farli risultare temibili. Ma ci troviamo solo al secondo volume ed è quasi normale che l'autore non si sia ancora giocato le sue cartucce in fatto di antagonisti.
Il disegno in sé è meraviglioso. È un tratto semplice e pulito ma allo stesso tempo ricco di particolari. Ogni tavola è una gioia da guardare e riguardare ed è un peccato che l'opera non venga pubblicata in un formato più grande con pagine a colori in modo da poter godere appieno di ogni disegno. L'autore, non alla sua prima opera, è riuscito infatti a trovare la giusta armonia tra la facilità di lettura e la ricchezza di particolari. Spesso, nei fumetti in bianco e nero, l'utilizzo di molti particolari riempono troppo le tavole rendendole sature e confusionarie. Un altro enorme punto a favore nel disegno di quest'opera è rappresentato dai combattimenti. Suzuki ha un tratto estremamente dinamico che sfrutta in tavole ricche di sequenzialità descrivendo perfettamente i movimenti dei personaggi in modo che il lettore riesca a seguire perfettamente gli scontri rimanendo letteralmente incollato nella lettura, a differenza di molti altri battle shonen (alcuni anche molto più famosi).
La fantastica regia delle scene d'azione.


Piccola menzione anche per la comicità. Niente di nuovo ma il tipo e i tempi comici mi han ricordato City Hunter a più battute e la cosa non può non essere un bene. Questi siparietti son tutti ben integrati nella storia e spezzano bene il ritmo evitando di rendere il tutto troppo pesante.

Insomma, questo The Seven Deadly Sins mi sta piacendo parecchio e ve lo consiglio se siete alla ricerca di un'opera con cui spezzare le letture più pesanti. Prende parecchio, è leggera da leggere e costa anche poco. Mi ha sinceramente fatto riscoprire il piacere di leggere nuovi Battle Shonen in un periodo in cui escono solamente slice of life o Battle Shonen di infima qualità. Non è l'opera della vita, ma potrebbe diventarlo. E anche se non lo diventasse, rimarrà comunque una divertentissima lettura.

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2 commenti:

  1. Ottima recensione, solo che il maialino si chiama HAWK-

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    1. Grazie mille.

      Ho avuto un piccolo lapsus e mi sono confuso con la traduzione adottata dalle scan americane, ora correggo.

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