21/06/14

Hannibal ha mangiato la mia sospensione dell'incredulità..


Nell'ultima settimana, complice la fine della scuola, mi son seduto a tavola con Hannibal Lecter e ho divorato le due stagioni che compongono, per ora, il suo recente serial.

La serie vede protagonista Will Graham, agente speciale dell'FBI dotato di una rarissima peculiarità. Il suo cervello possiede infatti un'immaginazione estremamente vivida che lo dota di un'empatia così pura da permettergli di immedesimarsi nei vari killer e di ricostruire il loro modo di agire e di pensare. Ma,come diceva Nietzsche, a furia di stare con i mostri si diventa mostri a propria volta e perciò Jack Crawford, capo del dipartimento, assume il qualificato psicologo Hannibal Lecter affinché faccia da psichiatria a Will e verifichi che non venga troppo coinvolto emotivamente.


La serie parte con un assetto da procedurale in cui si susseguono vari serial killer e le (fantasiose) indagini per catturarli, mentre dietro le quinte Will cerca di ricostruire le orme di un psicopatico intelligente che sembra semplicemente voler giocare con l'FBI e che ovviamente è il nostro famoso Hannibal Lecter. Ben presto viene lasciato sempre più spazio alle macchinazioni del Dr. Lecter, le cui azioni sono guidati dalla genuina curiosità di vedere come reagirebbe l'animo umano dinanzi alle situazioni da lui create, e dalla lotta psicologica di Will contro tale psicopatico. 


La serie è dotata di un'ottima regia e montaggio, le sequenze dell'immaginazioni di Will o quelle in cui Hannibal cucina sono tutte splendide. C'è anche una fantastica direzione artistica, se così possiamo chiamarla, per quanto riguarda le varie scene del crimine. Ogni luogo del delitto è unico per composizione del set e stato del cadavere, e il tutto è arricchito dalla spiegazione psicologica data da Will per ogni omicidio. Ma il punto di forza e, allo stesso tempo, il punto debole dell'intera serie risiede nei personaggi.


Punto focale della serie è infatti l'approfondimento psicologico dei protagonisti, i cambiamenti di Will con l'evolversi del suo rapporto con Hannibal e il modo di pensare di quest'atipico serial killer cannibale.Il tutto è sviluppato veramente bene nella serie, in ogni scena di dialogo tra i due l'interesse è sempre altissimo e nei personaggi non è presente la minima forzatura. Il problema è il resto. Al fine di porre i due protagonisti dinanzi a determinate situazioni, così che possano compiere determinate scelte o mostrare nuovi aspetti del loro carattere, gli sceneggiatori han modellato la trama affinché tutto accada in funzione loro. Il susseguirsi delle casualità che accadono in momenti chiave della serie, creando determinate svolte, assume un retrogusto di artificioso, a tratti di forzatura. I pezzi del puzzle si incastrano con troppa facilità, anche quelli che dovrebbero risultare semplici eventi del caso. Sembra quasi di riuscire ad intravedere la penna dello sceneggiatore al bordo dell'inquadratura.


Oltretutto, soprattutto nella prima stagione, c'è un continuo torturare la sospensione dell'incredulità quando si tratta delle azioni compiute fuori dall'inquadratura. Ciò che in una qualsiasi altra serie dal tono più realistico avrebbe richiesto spiegazioni e preparazione qui viene compiuto con un incredibile taglio semplicistico, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Non c'è un singolo omicidio le cui dinamiche siano possibili. Sembra quasi che ogni serial killer riesca a perpetrare le proprie azioni in una dimensione parallela annullando lo spazio-tempo. Non si riesce a capire dove trovino il tempo di agire indisturbati compiendo i loro fantasiosissimi omicidi perfetti e senza venire beccati nell'atto, riuscendo a mantenere la propria copertura quotidiana. In special modo, Hannibal sembra essere più di una persona per quante cose riesce a fare durante tutta la serie. (Per non parlare di un certo serial killer 90enne che compare per pochissimo a metà prima stagione, quello non avrebbe avuto la forza neanche per lavare i piatti, figuriamoci per fare quel che ha fatto.) C'è poi questo dipartimento dell'FBI che sembra quasi limitarsi a mostrare allo spettatore quanto sono artistici i cadaveri, visto che portano avanti le indagini in modo incredibilmente passivo, in attesa che Will faccia il suo trucchetto di magia e scopra tutti gli altarini con estrema semplicità (quando, dopo ben 12 episodi, si ricordano di tracciare gli spostamenti di una certa persona ho facepalmato di brutto).


Nonostante ciò, la serie mi ha appassionato e tenuto attaccato per tutta la durata delle due stagioni e non vedo l'ora di guardarne la terza. È una serie in cui bisogna spesso chiudere un occhio su ciò che viene mostrato ma i cui difetti vengono compensati dai pregi. Will e Hannibal sono due personaggi fantastici e il desiderio di vedere quale sarà la loro prossima mossa è più forte di qualunque buco o forzatura.

3 commenti:

  1. articolo pessimo di uno spettatore poco attento all'evoluzione dei personaggi

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    Risposte
    1. Ma se l'ho elogiato quell'aspetto..

      P.s.: Ho come un deja-vù.

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    2. non vergognartene, l'articolo di merda capita a tutti
      il sommocazzo ad esempio non ne fa più uno decente

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