20/07/13

Progetto Caparezza (4/5) - Le Dimensioni del mio Caos


Ci siamo quasi. Ci siamo quasi. Ci siamo quasi. Abbiamo quasi finito.
Arriviamo dunque a "Le Dimensioni del mio Caos", il primo vero concept album dell'artista pugliese. Nonostante Habemus Capa ne avesse già le basi, non va secondo me considerato come tale.

Frena! Frena!... che cazz è un concept album!?

Per Concept Album si intende un album che contiene una serie di canzoni riconducibili tutte ad uno stesso tema principale o che sviluppa una storia. "Le Dimensioni del mio Caos" rientra nella seconda categoria. Questo album infatti contiene degli intermezzi recitati agli inizi o alla fine di ogni canzone che raccontano una storia collegando ogni brano

La rivoluzione del sessintutto: Nel 2008, anno di pubblicazione del disco, ricorreva l'anniversario della rivoluzione culturale del 68'. Un servizio di un telegiornale fittizio ci informa che quindi Caparezza sta tenendo una serie di concerti in ricordo di Jimi Hendrix e della storica protesta studentesca. Parte così "La rivoluzione del sessintutto" che, attraverso delle atmosfere rock, affronta un parallelismo con il 21° secolo dove il tabù del sesso è stato sdoganato e si inizia a vederlo ovunque.

"La piaga dell'uomo moderno è passare le notti con gli occhi sullo schermo per diventare adulto con un 'click' su confermo. 
Quanti credono nel 68 e quanti vedono del sesso in tutto? 68? Eh.. Sesso in tutto? Eeeeeeeh!"

A fine concerto, imitando il famosissimo gesto di Hendrix, Caparezza spacca una chitarra contro l'amplificatore. Facendo così però viene aperto un varco spazio temporale da cui arriva una ragazza di nome Ilaria del 1968.

Ulisse (You Listen): Caparezza viene ammaliato da Ilaria, se ne innamora e paragona il loro incontro con quello tra Ulisse e le sirene. Parlando del carattere di Ilaria descrive la donna ideale per lui.

"Lei scrive sui post it "Non mi interessa il gossip, chi legge quei giornali ha problemi mentali grossi". 
Trucida conduttrici da casi umani commossi. Tutti validi ossi nelle mani di orsi. Lei non è Pantotal non si addormenta ma di notte non civetta nella webcam. Non frequenta San Pietro ne la mecca. Per lei chi si crede Dio pecca di immodestia."

Alla fine della canzone il cantante pugliese si ritrova a passeggiare sulla spiaggia con la sua amata che gli dona un manifesto della protesta studentesca del 68. Caparezza viene però arrestato subito dopo averlo messo in tasca.

"Non sono Ulisse, io; non so resisterle. Non sono Ulisse, io; non so resisterle. Slegatemi e gettatemi giù. Slegatemi e gettatemi giù!"

Non mettere le mani in tasca: Una chiara critica al potere, che tenta di toglierci le "tasche" per poterci controllare meglio. Le tasche infatti rappresentano metaforicamente la memoria storica, che dovrebbe aiutarci ad evitare di commettere gli stessi errori e che per questo se ci venissero tolte saremmo più controllabili. 

"Per questo sei stato arrestato
tu credi nella favola della libera tasca nel libero strato"

Evidente è anche la critica alla chiesa cattolica per lo stesso motivo.

"Ripetiamo:
«In nomine libertatis vincula edificamus»
(Coro) «In nomine libertatis vincula edificamus»
«In nomine veritatis mendacia efferimus»
(Coro) «In nomine veritatis mendacia efferimus»"

In carcere Caparezza incontra un uomo che gli dice che ciò sta accadendo a causa della modifica al continuum temporale e dell'effetto farfalla e che quindi per aggiustare tutto deve riportare Ilaria al suo tempo.

Pimpami la storia: Parlando di modifiche al tempo viene interpellato uno studente che chiede al professore di modificare la storia che si studia a scuola per renderla più interessante (dallo slang inglese "To Pimp" che significa "Truccare"). 

"Mondiale la seconda guerra ma su sto libro è dato che abbiamo ingoiato merda! E' regolare che non studia nessuno, scrivi Italia batte resto del mondo 18 a 1. I campioni siamo noi, siamo noi perciò aggiungi "Po po po po po"

Così facendo però aiuta il potere a renderci ignoranti e a poterci controllare, proprio come nella canzone precedente.

"Bella prof, pimpami la storia... che storia!"

Ilaria Condizionata: Caparezza intanto ha raggiunto Ilaria, ma è troppo tardi. La fanciulla del 68' si è infatti fatta influenzare dagli usi del nostro tempo diventando un'altra persona (da qui il Calembour del titolo "Ilaria Condizionata" che può essere anche letto come "L'aria condizionata"). Descrivendo l'attuale Ilaria Caparezza attua una forte critica alle ragazze moderne.

"Ilaria dov'è Adesso dov'è? L'hanno vista al corteo con la maglia del Che. Urlava "No! Alla vostra mercé" mentre ingoiava cioccolata Nestlé. Con i capelli dritti al live dei Misfits. Con l'antiproiettile al live di Fifty."

La Grande Opera: Ma ad Ilaria non interessano affatto le critiche del rapper. Tanto ormai si è sposata con un uomo importante, il leader del Fronte che sta costruendo lo spazioporto pugliese! Ma un momento.. cos'è? Uno spazioporto?!

"Una grande opera di importanza storica che questa nazione salverà. 
Per la grande opera tutti i sudditi in città grideranno viva sua maestà. 
Una grande opera macchina economica che i massoni rifocillerà. 
E' la grande opera, stupido chi sciopera, quante bastonate prenderà."

Questa canzone è una pungente satira verso le opere realizzate da molti politici per accaparrarsi la fiducia (ed i voti) della popolazione ma che alla fine sono un semplice spreco di soldi. 

"Grandi opere che iniziano ma che non finiranno mai.."

Qui Caparezza fa la conoscenza di Luigi Delle Bicocche, un operaio che lavora nel cantiere in cui stanno costruendo lo spazioporto.

Vieni a ballare in Puglia: Assieme a "Fuori dal Tunnel" questa è la canzone più incompresa dalla massa di Caparezza, nonostante sia di facile comprensione. Il termine "Ballare" sta infatti a significare "Morire" e l'intera canzone è una denuncia verso le condizioni di lavoro nel sud, più precisamente nella terra natia del cantante. 

"E' vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica. Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda finché non ingombra la tomba."

Abiura di me: Arriva alla fine il processo di Caparezza, dove è accusato di "vilipendio al turismo di massa" e di infamia verso il Fronte (ovvio riferimento alle due canzoni precedenti). Ma l'artista non ha voglia di presentarsi in tribunale e così rimane a casa a giocare ai videogame. Sfruttando delle continue analogie con il panorama videoludico, il rapper pugliese torna a parlare di sé stesso.

"Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande. E' già tanto se mi cambio le mutande. voglio solo darti un'emicrania lancinante fino a che non salti nel vuoto come uno stunt man."

Nel ritornello parla delle sue intenzioni. Afferma infatti che vuole "dare vita a ciò che scrive", chiedendo infatti ai suoi fan di mettere anche in pratica ciò che ascoltano nei suoi testi o di altrimenti abiurare di lui. Ma afferma anche di voler "passare ad un livello successivo", ovvero di volersi rinnovare continuamente anche se ciò significasse abiurare il vecchio sé stesso.

"Io voglio passare ad un livello successivo, voglio dare vita a ciò che scrivo. 
Sono paranoico ed ossessivo fino all'abiura di me. Vado ad un livello successivo dove dare vita a ciò che scrivo. 
Sono paranoico ed ossessivo fino all'abiura di me. "

Infine Caparezza viene condannato a 10 anni di lavori forzati come "spalatore di cacca degli animali circensi".

Cacca nello spazio: Intanto viene inaugurato lo spazioporto pugliese, che dall'artista viene paragonato a della cacca attraverso questa fantastica canzone dalle atmosfere elettropop tipiche delle sigle anni 80-90 degli anime fantascientifici.

"C'è un uomo di mezza età con la sua metà che ne ha meno della sua metà, un amore acerbo, colto certo nella disco a Poto Cervo. Il prelato ha pronto il verbo, del creato è molto esperto, dall'abitacolo caccia il diavolo ma ne maneggia lo sterco."

Il circo delle pantegane: La deprimente descrizione dell'ambiente dove è costretto a lavorare Caparezza a causa della sentenza del giudice.

"Nella tenda a righe topo Jigen spara sulla folla ma non la uccide. Il domatore ha lo zampirone per domare la zanzara tigre. La donna cannone, vola su Venere, deve contenere malattie veneree. Il mio pesce pagliaccio non esce dal ghiaccio sembra Nemo in un anemone. Igiene demodè, te l'ho detto ma t'aspetto, vieni da me che ti infetto."

Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti: Un amico dell'artista pugliese tenta di tirarlo su, affermando che i veri uomini non si arrendono così facilmente! Caparezza prende come spunto quest'ultima affermazione per elencare tutti gli stereotipi su i "Veri Uomini" per distruggerli con il ritornello d'effetto. Uno dei miei brani preferiti.

"Non ascoltare questi maldicenti. Non si va avanti con la forza ma con la forza degli argomenti. 
Non ascoltare questi mentecatti. Un vero uomo si dovrebbe alzare per lavare i piatti. Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti."

Io diventerò qualcuno: Veniamo a conoscenza, in questa canzone che fa parodia lo Zecchino D'Oro, del programma politico del famoso Fronte. Il nome completo di tale partito è infatti "Fronte dell'Uomo Qualcuno" che fa del suo punto di forza l'egocentrismo e l'ignoranza. Questo linea politica è una netta contrapposizione con un partito dell'immediato Dopo-guerra chiamato "Fronte dell'uomo qualunque".

"Io diventerò qualcuno, non studierò non leggerò, a tutti voi dirò di no. Ecco perché diventerò qualcuno. 
Se vuoi parlare un po' con me ti devo addare al mio myspace."

Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche): Il Fronte ha vinto le elezioni a pieni voti, causando la rabbia di Luigi che decide di dedicarsi alla musica. In questa canzone racconta la terribile situazione in cui vivono le persone precarie come lui, che vengono paragonate in questa canzone a degli eroi della società moderna.

"Sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione 
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari 
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere 
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere."

Alla fine Luigi ripete il gesto iniziale di Caparezza e spacca una chitarra, riportando l'umanità allo stato di scimmie primitive.


"Vive in comunità estremamente pacifiche in cui maschi e femmine hanno pari diritti e dignità non sa cosa sia la competizione e condivide le risorse con tutti in maniera equa non conosce la guerra l'assasinio e la violenza, insomma stando a come si comporta il Bonobo: la scimmia è l'evoluzione dell'uomo."

Un elogio alla società delle scimmie Bonobo, che per come si comportano riescono ad essere migliori di noi uomini. 

"Il bonobo è una pericolosa alternativa sociale dimostra che in natura esiste l'omosessualità e che l'uomo è aggressivo perchè sessualmente represso e soprattutto che l'unico vero modo per vivere in pace è giocare mangiare ed accoppiarsi alla faccia di religiosi, intellettuali e politici ben pensanti." 

L'album si chiude con la scoperta che tutta la storia era ancora ambientata dentro il servizio iniziale e quindi la presentatrice annuncia i titoli di coda del telegiornale.
È tutto per oggi, ci riaggiorneremo con la quinta ed ultima parte del progetto Caparezza molto presto. Arrivederci.


Se l'articolo vi è piaciuto, vi chiedo di supportare il mio blog mettendo Mi Piace alla Pagina FB. Se non lo avete ma vorreste recuperarlo, potete acquistare questo CD su Amazon ad un prezzo molto vantaggioso.

1 commento:

  1. Bellissimo articolo e riassunto dell album, nonostante qualche canzone superba questo è l' album che a me è piaciuto meno.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...