09/07/13

Progetto Caparezza (2/5) - Verità Supposte


Il secondo post è.. il secondo post è.. quello più difficile...


Dopo esserci fatti strada attraverso l'esordio passiamo ora all'album che lo ha consacrato tra i migliori cantautori di sempre. Verità Supposte, oltre ad essere il mio preferito, è quello che contiene le tracce di Caparezza più famose tra la massa. Il rapper molfettese riesce qui a dimostrare le sue piene potenzialità, con una continua critica pungente miscelata a delle ottime sonorità.

Il secondo secondo me: "Lo stereotipo è la visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità." 

"Quando c'era lui i treni partivano in orario, quando c'era lui ci deportavano in orario, quando c'era lui non c'eravamo noi, che se c'eravamo noi saremmo stati impallinati"

Nessuna Razza: Una delle canzoni migliori della sua discografia, Nessuna razza, a dispetto del titolo fuorviante, non è un brano contro il razzismo bensì il manifesto artistico di Caparezza. Volontà dell'artista è infatti quella di non omologarsi al resto del mercato musicale attuale ma di rimanere in disparte.

"Ne ho piene le palle... piuttosto non esco, nel gregge rimango soltanto se faccio il pastore tedesco. Kaputt al resto, detesto il processo di omologazione di musica e testo."

Non è sua volontà però neanche formare una propria etichetta, vuole solamente essere libero.

"Cosa ti aspetti da me? A capo di un movimento non sarei mica contento..."

"Nessuna razza, io non sostengo nessuna razza, vostra altezza, zero sassi contro lapidati della piazza, sul labbro soltanto un po' di amarezza per chi mi ha giudicato con asprezza."

La legge dell'ortica: Parlando proprio di etichette, qui Caparezza muove una critica ai cantanti della scena attuale, che non fanno altro che comporre testi banali i cui argomenti principali si basano sempre sul banalissimo e ormai sfruttatissimo tema dell'amore. 

"Per carità, molto meglio le banalità, parlare di emozioni, questo è il motto."

"Della poesia me ne fotto, io stesso sono nato per un condom che si è rotto..."

L'autore si oppone a questo utilizzo commerciale della musica e preferisce scrivere canzoni che irritino le persone, seguendo appunto la "Legge dell'ortica".

"E' per questo che seguo la legge dell'ortica che ogni giorno mi incita. Quando butto giù il testo, che vuoi che ti dica... Non c'è gusto se non irrita."

Stango e sbronzo: Il protagonista della canzone(interpretato da Caparezza) si rifugia nell'alcol per annegare i suoi dolori causati da una delusione amorosa.

"Bacco, guida tu questo insano caduto per mano di femmina"

Ma è proprio sotto l'effetto dell'alcol che riesce a vedere la società sotto un'altra ottica, scoprendone i difetti e le contraddizioni.

"In questo inferno c'è chi tenta di riunire la famiglia e invece si mette in bella vista vestita da uno stilista, nel programma in cui ci si accapiglia."

La parola "Stango" nel titolo è un gioco di parole tra "Stanco" e "Tango", infatti la base musicale assomiglia ad un tango suonato da un giradischi stonato che ben rappresenta la condizione di "Sbronzo".

"Uè, sono diventati tutti pazzi, li han convinti che saranno tutti imprenditori."

Limiti: Questa canzone può essere riassunta con una sola parola: "Nostalgia". Il titolo fa riferimento a Paolo Limiti, famoso conduttore di un programma tutto dedicato ai nostalgici. I riferimenti agli anni 70' sono tantissimi e mi ci vorrebbe un articolo a parte per coglierli tutti. Magari più avanti li farò, intanto ve ne mostro qualcuno.

"Erano gli anni dell'acciaio Inox, ogni bambino sullo spazzolino aveva il Paperino's."


"Esco con calma, pago lo Zagor con la moneta romana dell'Ergo Spalma"


"Sai,sono un fottuto nostalgico, non mi riprenderò mai."

Vengo dalla Luna: Arriviamo alla vera canzone contro il razzismo. Caparezza, attraverso gli occhi di un alieno proveniente dalla  Luna, affronta l'argomento dell'emigrazione e della difficoltà d'integrarsi causati dai pregiudizi delle persone, che molto spesso dimostrano di essere ipocrite, oltre che razziste.

"Vuole mettermi sotto sto signorotto che si fa vanto del santo attaccato sul cruscotto"

Fantastico il ritornello in cui viene condannata la diversità che viene spesso affibbiata agli stranieri.

"Io non sono nero, io non sono bianco, io non sono attivo, io non sono stanco, io non provengo da nazione alcuna, io si, io vengo dalla luna. Io non sono sano, io non sono pazzo, io non sono vero, io non sono falso, io non ti porto jella ne fortuna, io si, ti porto sulla luna, io vengo dalla luna... "

Dagli all'Untore: Gli Untori sono quelle figure che vengono ingiustamente ritenute portatrici di malessere. Nei Promessi Sposi di Manzoni queste figure venivano accreditate come diffusori di peste, che andavano assolutamente scacciate ed emarginate. Ma gli Untori non sono solamente portatori di malattie, ma anche di ideologie potenzialmente dannose. Caparezza qui si schiera dalla loro parte, poiché anche lui viene quasi trattato per le sue canzoni di denuncia allo stesso modo, mettendo in ridicolo questa superstiziosa pratica di scacciare le persone per risolvere i propri problemi. Sicuramente uno dei brani più atipici e complessi del cantautore Molfettese.

"Io sono l'untore e quando si fa buio spunto come un fungo, ungo dove giungo, rimango guardingo nel mio ramingo girovagare, chi vuol mandarmi a cagare deve gridare: "Dagli all'untore!"

Fuori dal tunnel: La canzone più famosa e travisata del rapper pugliese. Un inno alla noia, in cui si condanna nel modo più assoluto la società del "divertimentificio" che finisce quasi per autodistruggersi pur di divertirsi. 

"Collaudo l'autoradio, nell'auto cauto resto faccia a faccia con una focaccia, altro che lauto pasto."

Ironia della sorte, la canzone diverrà un famoso tormentone da discoteca facendo parecchio storcere il naso a Caparezza, che si ritrova tra i fan proprio le persone che criticava maggiormente. 

"Io, immune al pattume della tv di costume, in volo senza piume in un volume di fumetti sotto il lume"

Giuda me: Adornata da un continuo e ripetuto campionamento di Totò che esclama "Uè cavaliere", utilizzato qui come riferimento all'ex-presidente del consiglio Silvio Berlusconi, questo brano è una denuncia all'evoluzione degli usi e dei costumi che sta attanagliando la terra natia di Caparezza, il sud.

"D'estate ragazzine schive, hanno le zinne accennate ma fanno le dive con vestitini carini, nei camerini non le distingui dai manichini, ma sono vive?"

Geniale il titolo, un calembour (un gioco di parole che sfrutta l'omofonia di due o più termini) che può essere letto come "Giù da me" ovvero giù al sud sia come "Giuda me", un paragonarsi a Giuda poiché con questa canzone tradisce i propri compaesani.

"E non ci sta la fatica ma c'è chi dice stica, mica vado in una fabbrica, andateci voi dalla mentalità antica, io firmo per la liberalizzazione della fica"

Nel Paese dei Balordi: Una decostruzione della storia di Pinocchio. Qui la fiaba creata dal nostro connazionale Collodi viene contestualizzata in una società estremamente realista, quasi decadente. Dove Geppetto è un padre severo ed ubriacone e la Fata Madrina una spogliarellista che sperpera tutti i soldi guadagnati dal povero marito. 

"Babbo babbino non picchiarmi tanto forte, t'attacchi al vino e giù coi calci sulle mie gambe corte. Delle legnate sei l'esperto ma ti avverto, toccami ancora e sei morto, non mento, guarda, ho il naso corto!"

Brano dalle tonalità tristi, il testo rielabora tutti gli incontri di Pinocchio (chiamato qui Capocchio), tra cui quello di Lucignolo, artista tossicodipendente, e del Gatto e la Volpe, impiegati di una banca che vogliono truffare il protagonista.

"Altro che matto, meo amigo, com'è che un fatto sui gradini è solo un fatto e su di un palco è sempre un figo?"

L'età dei Figuranti: Pungente satira verso l'attuale situazione televisiva italiana, fatta solamente di inutili programmi di discussione e di reality in cui più che informazione viene fatta disinformazione.


"Casi umani spesso interpretati da attori improvvisati, ballerini incalliti giudicati da maleducati, 
loro saranno famosi? 
Noi saremo frustrati!"

Presente all'interno del brano una simulazione di zapping, con varie parodie di programmi.

"Suo papà l'ha abbandonata che aveva appena 3 anni, 
per sposarsi con un transessuale, 
qualcuno vuole dire la sua?" 

Follie preferenziali: Ricordate "Il Conflitto" del primo album? Ecco, quella canzone non vale nulla rispetto a questa. Il brano pacifista per eccellenza, in cui Caparezza si oppone con tutta la sua forza alle così chiamate "Missioni di pace" che in realtà sono tutto il contrario. Tantissimi sono i giochi di parole che permeano il testo, dimostrando una grande padronanza della lingua italiana.

"Anacronistica, la verità che viene a galla, esperto di balistica misurami 'sta balla e seguimi in questo viaggio tra santi e demoni, che invece sono solo uomini di uomini, tu che sei forte, alla morte sopravvivimi, io sono debole quindi l'anima minami, caro paese dalle belle pretese chiedimi se ti vedo come friend o come enemy, ti piace fare la pace ma allora spiegami 'sti missili che fischiano nell'aria come un theremin."

Le "Follie Preferenziali" del titolo vengono appunto specificate nel ritornello, in cui Caparezza spiega ciò che preferisce fare piuttosto che la guerra.

"Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo."

Molto presente l'utilizzo della parola "Uomini", atta ad indicare che siamo tutti uguali e che non dovremmo farci la guerra.

Dualismi: Michele Salvemini e Caparezza sono due persone distinte? Oppure sono solamente due facce della stessa medaglia? In questa canzone Michele racconta sé stesso, di come in realtà Capa sia una personalità insita dentro di lui che spesso esce e ne prende il controllo. Il brano, dalle atmosfere nu metal, gira attorno a delle continue visite dalla psicologo in cui il signor Salvemini parla di queste visioni che ha la notte. Questa è sicuramente una delle mie canzoni preferite.

"Chi sei tu che tormenti la mia mente sgombra nascosto nell'ombra, sembra tu voglia portarmi stretto al collo, come un insetto a mollo in una goccia d'ambra. Chi sei tu che ti vedo a fianco e sbianco come Kimba, mi frulli i testicoli come maracas a ritmo di samba, tu sei la macumba che y ariba come la Bamba."

Jodellavitanonhocapitouncazzo: Alla fine Caparezza impazzisce e inizia a raccontarsi, fino ad arrivare alla sua morte. Ma di questo ne riparliamo nel prossimo articolo, visto che quest'ultimo brano e il primo del prossimo album sono strettamente collegati. 

"L'unica certezza è che finisco male, muore Caparezza, tutti al funerale. E' paradossale, ma io non vengo, non ci tengo, mamma, quanti dischi venderanno se mi spengo!"

Uno Jodel totalmente fuori di testa.

Io non faccio spettacolo, io do spettacolo come mio nonno ubriaco nel giorno della mia comunione. Talmente fuori di melone che ho parenti per niente contenti di portare il mio stesso cognome.

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#Faticacciachetammazza

4 commenti:

  1. Queste analisi mi stanno piacendo un sacco. Ora, con calma, mi ascolterò anche tutte le canzoni che non conosco. :)
    Continua così!

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  2. Sei stato infettato dall'untore!!! AL ROGOOOOO! AL ROGOOOO!

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  3. Articolo bellissimo, vorrei solo aggiungere una cosa, non credi anche tu che "L'età dei figuranti", oltre ad una denuncia contro la televisione, non sia anche una denuncia contro quelli che diventano "figuranti", e guadagnano soldi su soldi andando in TV spazzatura mentre invece chi se lo merita si ritrova senza neanche una lira?
    E che proprio per questo "Chi figura" - "lo mette in culo a tutti quanti"?

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    Risposte
    1. Assolutamente. Credo di essermi soffermato un po' troppo poco su quel brano, appena ho tempo credo che lo rifinirò.

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