08/07/13

Progetto Caparezza (1/5) - !?


Partiamo dalle origini di Michele Salvemini. Ovvero dal suo secondo album.

"Secondo?! E il primo?"

Prima di sfondare con Caparezza, il cantante pugliese aveva già esordito con lo pseudonimo di Mikimix. Aveva i capelli corti e tanta voglia di fare... brutte canzoni. Il suo album d'esordio infatti è un prodotto estremamente commerciale, ai livelli dei cantanti di Amici. Con uno dei suoi singoli aveva pure partecipato a Sanremo Giovani! 

A quei tempi il mondo era un posto molto brutto

Fortunatamente non ebbe successo e si ritirò, si fece crescere il cespuglio in testa (molti, tra cui io, credono che in realtà il suo cervello si trovi nei capelli) e tornò sulla scena come Caparezza con il suo album "!?". Questo primo album è il più volgare ed il più grezzo della sua discografia, però già qui possiamo intravederne il genio. Ad essere sinceri, questo è l'album che a me personalmente piace meno ed è per questo che è quello di cui trovo più difficile parlare, ma ci proviamo!

Mea Culpa: Non vi ho mica parlato del suo esordio per divertimento, ma in previsione di questa prima traccia. Come dice appunto il titolo, questa canzone è un Mea Culpa in riferimento al suo debutto come Mikimix che adesso il cantante rinnega totalmente. Questo tema ricomparirà ancora un paio di volte nelle sue canzoni. 


"Fortemente volli farmi i calli tra i folli per capire che non ero tra quelli ma tra i ribelli."

L'esperienza passata lo ha però aiutato a maturare ed a trovare il suo vero sé stesso, quindi possiamo dire che non è stata una tortura inutile.



"Tutto ciò che c'é c'é già. Allora nei miei pezzi che si fa?

Renderò possibile l'impossibile fino a rendere possibile la realtà."

C'è poco da dire su questo brano, in cui Caparezza miscela una base musicale idilliaca con un testo in cui si immagina una serie di situazioni totalmente surreali.

Mammamiamamma: Prima vera canzone di critica. Non c'è bisogno neanche di dirlo, qui va contro l'atteggiamento da "donne moderne" di molte mamme, che vivono la loro vita genitoriale come fossero delle quindicenni senza alcuna responsabilità.

"Sbraito pensando ai gioielli, agli sprechi, 'ste mamme attaccate agli anelli più di Yuri Chechi, vanno dal parrucchiere e non fanno l'amore per non rovinare i capelli e i papà si fanno le pippe sulle chiappe dei calendari Pirelli. Ribelli mamme con le zanne come Mammuth, raffinate da bere birra nel flute, fluttuano, ruttano, ballano, fanno le sexy messaline, il lusso é l'unico mangime per queste galline."

La Gente Originale: Qui si inizia finalmente a fare sul serio, con una delle canzoni migliori dell'album. Con questo brano Caparezza riflette sull'odierna tendenza dei ragazzi a distinguersi, facendo cose come fumare, ubriacarsi, fare i cinici depressi e così via. Pensando alla diffusione di questo atteggiamento, arriva quindi alla conclusione che la gente veramente alternativa ed originale è quella normale, che vive una vita da tutti considerata "ordinaria" e che non passa il tempo a cercare di sembrare diverso.

"Non fumo, non mi canno, non mi drogo, non bevo, a volte penso di essere il vero alternativo"

"Altro che grezzo, sono un bravo ragazzo, educato, posato, creato per essere maritato e trascurato, come potrei fare il fighetta di Montecarlo se ti parlo da Molfetta."

Il Conflitto: Canzone fortemente anti-militarista, dove viene condannato l'utilizzo della guerra per portare la "pace"

"Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi, io sarei sempre in conflitto."

Questo tema lo riprenderà in un'altra sua canzone ben più famosa, "Follie Preferenziali". Possiamo però ritrovarne già alcuni semi impiantati in questa.

"Che preferisco granite a granate, vinili a fucili, marce nuziali a marce di esaltati vili commilitoni, militi ignoti proni, calpestati da anfibi scampati a vicine esplosioni."

Fuck The Violenza: Caparezza non condanna solamente la guerra, ma la violenza in generale e lo fa con questa canzone. Volutamente dal sapore hippie, è un incitamento al contare fino a 10 prima di colpire qualcuno in preda alla rabbia. Un'altra grande canzone.

"Se hai un colpo tienilo, se hai un Dio temilo, il prossimo é facile odiarlo, se sei forte amalo che a fare stragi siamo tutti Capaci, so che sono più le prede che uccelli rapaci quindi taci se ciò che dici é solo per divertirci, taci se tiri morsi con discorsi cinici, parla adesso, dimmi che sono un fesso, io non risponderò ma ripeterò a me stesso... Abbi pazienza, fuck the violenza, put your put your hands up, fuck the violenza, tanto se meni o se insulti ti ritrovi al punto di partenza, fuck the violenza."

Ti Clonerò: A mio parere la sua canzone peggiore, sembra uscita direttamente dal repertorio di Mikimix. Brano contro la pirateria su cui non mi dilungherò molto.

"Ti clonerò, ti clonerò perché so che così ti avrò tutta per me, sarai l'esatta copia fatta apposta per me, l'esatta copia baby, che tu lo voglia o no ti clonerò... ti clonerò perché so che così ti avrò."

La Fitta Sassaiola dell'Ingiuria: Dalla sua canzone peggiore ad una delle sue migliori. Questo brano è stato creato in collaborazione con Branduardi, da cui riprende alcuni versi delle sue "Confessioni di un Malandrino". Un testo che sprizza filosofia da tutti i pori sulla professione dell'artista intrapresa da Caparezza, che porta con sé vari dilemmi e problematiche.

"C'é chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera, da sera a mattina si ostina, ficca aghi nella mia bambolina"
"L'acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina, ogni insulto manichino per la mia vetrina, sappi che la mia dottrina se ne fotte di chi sta dopo e chi prima. Chi mi stima mi istiga a stilare sti suoni, sti versi e stikaa!"
"Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura"

Il tema principale è ovviamente l'ingiuria. Fare l'artista significa esporsi al giudizio altrui e Caparezza sa bene che per ogni dieci fan guadagnati si guadagnerà anche un hater. Ma a lui non importa, anzi le ingiurie lo fanno sentire vivo e quindi continuerà per la sua strada.

"Il fatto é che se sfuggo alla logica tragica é la fine che mi si propina"

Un altro dei problemi con cui deve scontrarsi è la paura del diverso, di ciò che non è uniformato.

"Chi manomette le tette della scultura, ne ignora l'amore e la cura"

Ed infine c'è il problema della censura, sempre pronta a mettere a tacere chi fa polemica. Fantastico anche il video clip.

"Mi faccio forte di un simile supplizio, ed é per questo che schivo ogni giudizio, ho la riflessione come vizio, il mio fine é di fare di ogni fine un buon inizio, mi sazio di un dizionario vario più dei santi del calendario."


"Io non sono cambiato, il cuore ed i pensieri son gli stessi...
sul tappeto magnifico dei versi, voglio dirvi qualcosa che vi tocchi!"


Chi c*zzo me lo fa fare: Un'altra canzone di denuncia, qui in generale critica la società giovanile odierna. Argomento che approfondirà con la sua famosissima "Fuori dal Tunnel".

"Vabbé allora si va tutti quanti allo stadio". Lasciami solo tipo Rita Pavone se vai a vedere la partita di pallone perché non vengo con te, quella non é brava gente, s'impone violentemente, a spinte, smantellate immediatamente. Slogan teppisti che sanno di inni fascisti, su 'sti spalti stanno tifosi misti a terroristi, hai voglia a stare triste se ci scappa l'omicidio, sta caciara mi da un senso intenso di fastidio."

Mi è impossibile: Una serenata smielata verso il suo grande amore, la musica. Attraverso vari paragoni esplicita qui quanto gli si impossibile vivere senza di essa.

"Con te il mio legame non assume forma di prigione, none, none, none. Per questo penso che vivere senza te mi é impossibile. La mia vita senza te tetto senza tegole, letto che non mi addormenta, mentalmente la voglia aumenta lenta, zero luce spenta perché mi spaventa la tua assenza, pazienza."

Uomini di molta fede: Canzone parecchio strana, in cui Caparezza afferma la sua stima per gli uomini che vivono una fede incondizionata. Testo molto poco condivisibile da me e che poi lui stesso rinnegherà più avanti in un'intervista.

Cammina Solo: Un altro pezzo fortemente filosofico che si ricollega alla Fitta Sassaiola dell'Ingiuria. Un incitamento al non arrendersi mai e al continuare a camminare anche a costo di rimanere solo.

"Lascerei la musica ma sta stronza mi fa le avances e non resisto, mi do in pasto alla lingua che mastico, investo in testi che vesto di stracci e mi riduco al lastrico, nella testa un mistico richiamo, poema indiano che mi prende per mano e mi dice: "Andiamo!" Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo." 

Dindale Dindalò: In quasi tutti i suoi album Caparezza inserisce una canzone in cui parla di sé stesso. Questa è una di quelle.Il brano contiene varie citazioni all'anime "Jeeg Robot", tra cui proprio il ritornello. "Meghini Meghini Nasanucolò" è infatti una formula magica presa da lì. L'argomento principale del testo è la tendenza di Caparezza a non schierarsi mai completamente ed a rimanere sempre in mezzo e le conseguenze che questa cosa comporta. 

A metà tra campagna e città, tra ciò che mi succede e ciò che mi succederà la mia identità oscilla come un pendolo, non sono imprenditore ne fruttivendolo, come Mammolo romantico, come un medico razionale, tra orinale e Quirinale, male e bene insieme, faccio l'amore ma la mia donna non geme, un equilibrista con l'asta tra le mani, muovo passi sulla fune sopra il mio domani, con pensieri sacri e profani, in prima linea come Clooney, senza medaglia medaglia tipo Matley, la mia crew non si chiama Motley ma i terremoti li fa comunque.


Finisce qui il nostro primo viaggio dentro Caparezza. È stato un lavoro parecchio pesante, ma non vedo l'ora di parlare del prossimo album, che è il mio preferito, "Verità Supposte".

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2 commenti:

  1. Penso che ti dovresti anche ascoltare il PRIMO album... così, tanto per farti del male. Il messaggio c'era anche lì ma espresso mooooolto ma mooooolto male. Non posso far altro che aspettare le recensioni di Verità (in) Supposte e Habemus Capa. Il tuo pensiero sugli ultimi due album lo conosco già abbastanza...

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  2. Lettura interessante, anche se la pensiamo diversamente sul valore di "?!", che è uno dei lavori di Caparezza che preferisco.

    Ci sono parecchi errori nelle trascrizioni dei testi delle canzoni (anche "?!" è scritto al contrario nel titolo dell'articolo).
    Peccato anche per l'analisi poco approfondita di alcuni pezzi (in particolare "Tutto ciò che c'è", che va oltre la semplice rappresentazione di situazioni surreali).
    Se proprio vogliamo essere pignoli, non guasterebbe ricordare ai lettori che i giudizi sui brani sono soggettivi, così come l'analisi, anche se si tratta di un fatto piuttosto scontato.

    A parte le critiche, articolo interessante, anche se sono arrivato con due anni di ritardo. Leggerò senza dubbio anche gli altri! :D

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